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| Batman vigila su Gotham City; |
Il
27 marzo 1939 uscì negli Stati Uniti il primo albo a fumetti di
Batman, il secondo supereroe della DC Comics dopo Superman. Un
personaggio per alcuni tratti atipico, in quanto privo di superpoteri
e oscuro, eppure destinato a diventare un vero e proprio simbolo del
panorama fumettistico mondiale. Per oltre otto decenni, la figura di
Batman, giustiziere che ogni notte volteggia e corre sui tetti di
Gotham City, una città sospesa tra architetture gotiche e moderne,
sovraffollata, violenta e corrotta, in cerca di malavitosi da colpire
e terrorizzare, ha riscosso molta popolarità, divenendo un simbolo
riconoscibile della lotta contro l’ ingiustizia. A lui sono stati
dedicati non solo fumetti, ma anche film, cartoni animati, telefilm,
giocattoli, figurine e molto altro, rendendolo un’ icona della
cultura e dell’ immaginario d’ Occidente.
Tuttavia,
negli ultimi anni questo personaggio, ideato da Bob Kane e Bill
Finger, è stato sempre più studiato e commentato da più punti di
vista, anche quello psicologico, animando un dibattito molto
interessante sulla sua personalità e stile, tutt’ altro che
scontati, presentando un soggetto complesso e a tratti inquietante,
con pregi e persino difetti che solo ora si stanno cominciando ad
ammettere...
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| Bruce Wayne; |
Nelle
prime storie, Bruce Wayne viene presentato come un ricco uomo
mondano, circondato da un che di misterioso, che segretamente indossa
i panni di Batman, il cui costume si basa sulla figura del
pipistrello, al fine di dare la caccia ai criminali. E’ una figura
spaventosa, non solo perché nessuno conosce la sua vera identità,
ma anche e soprattutto per le sue doti fisiche e astuzia, oltre che
per la tendenza a uccidere i malviventi impiegando armi come i fucili
con le capacità di un cecchino esperto, spesso commentando: «Degna
fine per uno come lui.». Solo nel novembre 1939 viene spiegato il
perché della sua duplice identità e missione contro la malavita: da
bambino, Bruce assiste alla morte dei genitori, Thomas e Martha,
uccisi da un rapinatore armato di pistola che li ha sorpresi mentre
attraversavano incautamente Crime Alley, un vicolo piuttosto
malfamato. Il bambino cresce con il dolore e un profondo rancore
verso i malviventi, e facendosi adulto si allena imparando numerose tecniche
di combattimento, oltre che le più svariate branche della scienza e
tecniche di investigazione così da saper affrontare i criminali non
solo fisicamente, ma anche da un punto di vista strategico e
intellettuale. A differenza di molti supereroi, infatti, oltre a non
possedere superpoteri, lui legge e studia. Una sera, mentre si trova
nel suo studio, riflette su come incominciare a battersi: «I
criminali sono codardi e superstiziosi. Il mio travestimento dovrà
infondere il terrore nei loro cuori. Dovrò essere una creatura della
notte, nera, terribile, un... un...» Vede entrare un
pipistrello dalla finestra, e ha l’ intuizione: «Un
pipistrello! Ma certo! E’ un segno... Diventerò un pipistrello!».
In
«Batman Begins» viene approfondito il legame tra Bruce e i
pipistrelli, riprendendo alcuni dettagli già accennati nei fumetti:
poco prima che i genitori vengano assassinati, il ragazzino gioca nel
grande giardino della villa di famiglia quando cade in un pozzo che
porta all’ ingresso di un’ oscura caverna abitata da pipistrelli,
che lo attaccano terrorizzandolo. Dopo averlo trovato e aiutato a
uscire, il padre Thomas gli spiega che in realtà non volevano fargli
del male, avevano solo paura di lui: «Tutte le creature hanno paura,
soprattutto quelle fanno paura agli altri.». Un grande dettaglio che
aiuta a meglio comprendere i problemi psicologici di Bruce alla base
della figura di Batman.
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| Bruce alla tomba dei genitori; |
Negli
anni le storie di Bruce Wayne-Batman si fanno gradualmente più
complesse e vicine al noir che molto appassiona il pubblico,
introducendo elementi sempre nuovi come Villa Wayne, un maniero in
stile britannico che da secoli è dimora della sua famiglia, tra le
più ricche al mondo, la Batcaverna, la grotta sotterranea abitata da
pipistrelli dove Batman custodisce le varie tecnologie e i costumi,
il maggiordomo britannico Alfred Pennyworth, il giovane Dick Grayson,
che rimasto orfano dei genitori, artisti circensi uccisi da un
piccolo capo criminale di mezza tacca diviene la sua spalla con l’
identità di Robin, alleggerendo le atmosfere particolarmente cupe
del fumento e aumentando l’ umanità di Batman. Perfino i suoi
avversari si fanno sempre più complessi, al suo livello per
intelligenza e forza: il Joker, considerato il peggiore di tutti,
Oswald Cobblepot alias «Pinguino», Selina Kyle detta «Donna
gatto», Edward Nygma ossia «l’ Enigmista», Harvey Dent meglio
noto come Due Facce, il dottor Jonathan Crane ovvero lo
Spaventapasseri, il Cappellaio matto, e così via: tutti questi
personaggi compongono una schiera variopinta e suggestiva di
psicopatici, maniaci ed efferati assassini contro cui Batman deve
sfoderare le migliori armi e astuzie per contrastarne la
pericolosità. Viene introdotta anche Cosa Nostra, con due famiglie
capeggiate da Carmine Falcone e Sal Maroni, capi italoamericani che
da decenni corrompono polizia e politici a vari livelli, inondando
Gotham City di ogni forma di crimine.
La
stessa città di Gotham viene ampliata e arricchita per dimensioni,
storia e architettura: viene descritta come una metropoli dalle
atmosfere cupe e inquietanti, fondata come avamposto per la
colonizzazione britannica nella parte alta della Costa orientale ma
che presto divenne rifugio di vari fuorilegge in fuga dall’ Europa,
crescendo disordinatamente mischiando uno stile gotico con uno più
moderno e alternando cattedrali con gargoyles e statue dei fondatori
a grattacieli moderni in vetro e acciaio, strade trafficate e vicoli
sporchi, malsani, abitati da gente poco raccomandabile fino ai bassi
fondi, dominati dalla legge del più forte e dai confini incerti come
le leggi che li governano. Un luogo del tutto adatto ad un romanzo di
Charles Dickens.
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| Bruce nei panni di Batman; |
Lo
stesso Bruce-Batman subisce una trasformazione, soprattutto per
adattarlo al pubblico più giovane a cui dovrebbe dare un esempio:
non combatte più i criminali uccidendoli e pestandoli a sangue, ma
spaventandoli e anticipandoli per poi ridurli all’ impotenza e
consegnarli alla polizia, in una chiara distinzione tra vendetta e
giustizia. A questo proposito, gli autori hanno sviluppato molte idee
interessanti con la definizione del personaggio del commissario James
Gordon, il capo della polizia cittadina di cui Batman diviene
segretamente collaboratore e valido aiutante: Gordon è un poliziotto
onesto e coraggioso, uno dei pochi in tutto il dipartimento, spesso
in difficoltà con i colleghi corrotti, da cui da decenni si guarda
cautamente le spalle, come l’ agente investigativo Arnold Flass, e
dopo un primo momento di diffidenza verso il misterioso uomo
mascherato da pipistrello, praticamente un vigilante impegnato in una
missione personale, ne riconosce la positività. Fa credere
pubblicamente di essere impegnato a dargli la caccia, sostenendo con
una certa sincerità che il vigilantismo sia l’ ultimo passo prima
dell’ anarchia, ma non esita a rivolgersi a lui per aiuto,
azionando spesso il Batsegnale, un faro posto sui tetti della
centrale di polizia con il simbolo del pipistrello.
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| Alfred Penyworth, maggiordomo dei Wayne; |
Perfino
Alfred Pennyworth viene ripreso e mutato in un personaggio molto più
importante e complesso in confronto al periodo in cui ha debuttato:
se nei primi albi era
stato caratterizzato in forma caricaturale, raffigurato come un uomo
di mezza età, sbarbato, corpulento e con un marcato accento
delle classi proletarie londinesi, in un secondo momento gli editori
hanno scelto di renderlo più simile al suo interprete
cinematografico, William Austin, attore di corporatura snella e con
un paio di sottili
ed
eleganti
baffi. Raffinato
e distinto,
fedele,
preciso, disciplinato ed instancabile, dall’
eccellente parlata e accento,
con il tempo il maggiordomo di Villa Wayne diviene una sorta di
figura paterna alternativa per il giovane Bruce, nonché il suo
tutore legale e migliore amico. Per
Bruce e Batman assume lo stesso ruolo che il Grillo Parlante ha
nei confronti di Pinocchio:
è il solo
a poter rimproverare Batman, tanto
da riuscire persino a indurlo ad ascoltarlo,
tanto
che,
per quanto tenti
di mantenere un profilo oscuro e solitario, ammette
di
non poter
fare a meno di
lui.
In «Batman
- La maschera del Fantasma»
vi è uno scambio di battute emblematico tra i due. Quando Bruce gli
chiede: «Tu credi davvero di conoscermi come un libro aperto?!»,
Alfred, sempre composto, risponde: «Ha forse dimenticato che ero io
a cambiarle i pannolini, signore?».
Inoltre,
avendo prestato servizio nel British Army e nel Military
Intelligence, divenendo un agente segreto dalla vasta e sfaccettata
preparazione prima di darsi al servizio a Villa Wayne, Alfred si
rivela fondamentale nello sviluppo e nella preservazione dell’
identità di Batman: suggerisce a Bruce di adottare una differente
dizione per distinguere l’ Uomo Pipistrello da lui, mette a
disposizione le sue capacità mediche per curare le sue ferite e dare
spiegazioni convincenti come infortuni durante il polo o corse
spericolate sulle fuoriserie, dà pareri sulla psicologia degli
avversari a seguito di attente considerazioni, poiché osservare e
comprendere il nemico in battaglia è la chiave per batterlo più
facilmente. E il suo umorismo, tipicamente britannico, contribuisce
molto ad alleggerire l’ atmosfera. Inoltre, si rivela
insostituibile nel mandare avanti sia Villa Wayne che la Batcaverna,
contribuendo a riparare e assicurare le manutenzioni della Batmobile,
del Batcomputer, dell’ accesso segreto alla Batcaverna e delle
armi.
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| Batman tra i tetti di Gotham City; |
Con
il tempo, Batman diviene una figura familiare a Gotham City, animando
e dividendo l’ opinione pubblica: se le autorità lo tacciano di
essere un fuorilegge che si fa giustizia da sé, peraltro
nascondendosi dietro una maschera, la popolazione sostiene che stia
solamente facendo quanto politici, giudici e poliziotti non hanno mai
fatto, dando finalmente una speranza ad una città da decenni
tormentata da delinquenza e corruzione. I malviventi lo temono e
fanno di tutto per ucciderlo e farlo passare per un violento e uno
psicopatico.
Tuttavia,
ad un’ attenta analisi il personaggio si presta a serie valutazioni
relative alla sua personalità tormentata da vecchi traumi nonché
all’ efficacia del suo operato. Bruce infatti subisce un colpo nel
veder morire uccisi i suoi genitori per mano di un rapinatore, che
negli anni incontrerà nuovamente scoprendo che si tratta di Joe
Chill, e che con il tempo ha coltivato vari e opportuni legami con
gli ambienti mafiosi di Gotham City. Crescendo, sviluppa una vera e
propria ossessione per il crimine che l’ ha reso orfano, si isola
evitando relazioni sociali e sentimentali, gettandosi anima e corpo
nella creazione della sua seconda identità. Nonostante la sua
posizione sociale elevata non diviene mai un uomo mondano, trascorre
la propria vita isolato a Villa Wayne finendo con l’ essere
considerato misterioso e visto con curiosità. Sente il bisogno di
nascondersi, cosa che fa adottando un comportamento timido e
impacciato, spesso addirittura superficiale, mentre sotto la maschera
di Batman agisce molto più liberamente, con forza e tenacia, al
punto da far pensare che Bruce Wayne sia la sua maschera mentre
Batman corrisponde al suo vero io. Solo il fedele Alfred riesce ad
essere per lui una sorta di bussola morale, tentando spesso di
dissuaderlo dal continuare con questa sua rischiosa missione,
preferendo vederlo godersi la vita e farsi una famiglia.
Ma
Bruce sente di dover seguire questa via, non riesce a vedere oltre la
morte dei genitori, continua a rimanere quel bambino spaventato e
addolorato a Crime Alley. Questo emerge molto bene in una scena del
film animato «Batman - La maschera del Fantasma»,
quando, dopo aver compreso di essere innamorato della giovane donna
Andrea Beaumont, si reca al cimitero, in visita alla tomba dei
genitori, in una scena tra le più toccanti di cui Bruce si sia mai
reso protagonista. E’ in crisi perché
vorrebbe farsi una vita, ma la cosa lo fa sentire in colpa perché se
pensasse a sé stesso non riuscirebbe più seguire l’ obiettivo a
cui si è tanto lungamente preparato: «Non
ho dimenticato la mia promessa. E vi giuro che farei qualsiasi cosa
per non deludervi, ma… ormai il tempo è passato e la ferita nel
mio cuore ha iniziato a rimarginarsi. Riuscite a capirmi? Donerò del
denaro alla città per assumere altri poliziotti. Saranno loro a
farsi carico dei rischi e a combattere la criminalità. Vi prego. Ho
il diritto anch’ io di vivere la mia vita. Quando vi ho fatto
quella promessa non potevo immaginare che mi sarei innamorato... e
che sarei stato così felice. Vi scongiuro. Datemi la vostra
approvazione.». Andrea si avvicina e risponde: «Forse te l’ hanno
già data. Forse è merito loro... se ci siamo incontrati.» I due si
abbracciano, sembra che Bruce abbia trovato un equilibrio e sia sul
punto di mettere da parte Batman, ma poi la storia si evolve in modo
drammatico e i due si separano, con lui che torna nella Batcaverna e
indossa ancora il costume sotto lo sguardo sconcertato di Alfred.
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| Bruce a Crime Alley, ricordando i genitori; |
E’
più che evidente che Bruce soffre di un disturbo post-traumatico da
stress, oltre che da ossessione e compulsione in quanto dedica ogni
cosa e momento alla sua personale crociata punitiva e preventiva
contro il crimine. Vive una depressione cronica, intrappolato nel
lutto e nella sindrome del sopravvissuto. Soffre di paranoia e
isolamento, tendendo a non fidarsi mai di nessuno e persino a spiare
i possibili alleati. Avrebbe dovuto affidarsi ad un analista ed
elaborare il lutto,cosa non difficile per un uomo facoltoso come lui,
scegliendo un percorso differente per aiutare più a fondo la città
contro il crimine, eppure non è uno psicopatico, come dimostrano la
sua empatia e il codice morale, che lo spingono a non uccidere nel
rispetto per la vita e alla speranza di redenzione, i suoi sensi di
colpa e mancanza di sadismo e ricerca di potere personale. Tuttavia,
la sua azione così come è conosciuta ha limiti evidenti: è vero
che fa molta beneficenza a vantaggio degli orfani e dei poveri, ma se
oltre a questo finanziasse progetti a vantaggio del municipio e della
polizia contribuirebbe moltissimo a ridurre la corruzione a beneficio
dell’ efficienza delle forze dell’ ordine, sottraendole all’
influenza del crimine organizzato e dotandole di molte e migliori
risorse nell’ adempimento del loro dovere. Non avrebbe bisogno di
scendere lui stesso in campo, correndo ogni volta il pericolo di
morire o essere arrestato da qualche poliziotto zelante o magari
corrotto.
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| I folli avversari di Batman; |
Ironicamente,
peraltro, da quando Batman interviene sulla scena sia pur con le
migliori intenzioni, il numero di criminali di aspetto teatrale e
pericolosità aumenta a livello esponenziale, così come le minacce
per Gotham City. Sempre più soggetti, come il Joker o il Pinguino,
così come l’ Enigmista e la Donna gatto o Due Facce, nella loro
psiche distorta rimangono affascinati e influenzati dalla teatralità
di Batman, e la adottano ai propri turpi obiettivi. Vi è quindi un
rapporto di causa ed effetto: nel suo desiderio di combattere il
crimine, l’ Uomo Pipistrello dà involontariamente il via ad una
nuova era di follia e minacce. Alla fine di «Batman Begins»,
Gordon, ora tenente, gli fa parla proprio di un aumento della crisi
che si aspetta di veder crescere in città, benché vi sia speranza
per le strade e le mele marce abbiano paura.
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| Batman in azione; |
Bruce
Wayne-Batman rappresenta quindi un esempio unico di supereroe. E’
molto lontano da Superman, che dopo un’ infanzia idilliaca nelle
campagne del Kansas scopre di avere enormi poteri fisici e mentali
che sceglie di mettere a disposizione di tutti, secondo un senso di
giustizia spontaneo e chiaro, stabilendosi a Metropolisi, una città
moderna e luminosa sempre portata a guardare avanti:
si
tratta di
una persona sofferente, che vive di ricordi, di traumi infantili mai
risolti. Un uomo che si prodiga per la sicurezza della
tetra e inquietante
Gotham City, città
dalle pesanti rimembranze di un passato cupo
che da un lato odia per il dolore subito e dall’ altro ama volendo
evitare altre tragedie, agendo
al di fuori delle convenzioni e del sistema, in completa autonomia,
con mezzi teatrali e sfuggenti, e metodi spesso drastici. Una
persona che si addentra nel proprio lato oscuro e anziché reprimerlo
o allontanarsene se ne serve per proteggere gli innocenti in una
missione personale che dia un senso alla disgrazia famigliare che ha
subito. Diviene il
riflesso della sua città,
una figura scura
e inquietante.
Come
dice James Gordon nel
finale di «Il cavaliere oscuro»: «Batman è l’ eroe che Gotham
merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso. E’ un guardiano
silenzioso che vigila su Gotham. Un cavaliere oscuro.».
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| Vigilante sempre presente... |
Bruce
Wayne è certamente un eroe per la dedizione al bene degli indifesi e
il desiderio di volgere le azioni dei malfattori contro loro stessi,
tuttavia si spinge lungo una pericolosa linea di confine tra bene e
male. Ha bisogno di aiuto, si circonda di solitudine ignorando spesso
la preoccupazione di chi lo ama, ossessionato com’ è, secondo le
parole di Alfred, dal mostro che ha creato, denotando un disprezzo
quasi suicida per la propria incolumità e persino trascurando il
proprio buon nome.