La
«retta parola» è un noto insegnamento del Buddha: la parola favorisce saggezza
e armonia, ma anche confusione e odio, quindi il saggio deve usarla per il bene
di tutti, con compassione. E la frase «in principio era il Verbo» è tra le più
celebri della Bibbia: Dio creò il mondo attraverso la parola, con la sua voce: «Dio
disse… e così fu.». Fece l’ uomo a sua immagine, facendogli il dono più grande,
che lo distinse da ogni altra creatura: la parola. Queste storie insegnano che
la parola è sacra, potente. Il verbo «dire» è tra i più belli in italiano poiché
il dire e il creare sono connessi! Le parole infatti creano il mondo con la
forza della chiarezza: inducono alla comprensione della realtà in cui viviamo,
e India, Grecia e Roma, ove erano credute magiche, generarono oratori
formidabili come il Buddha, Platone, Aristotele, Cicerone e Cesare, capaci di
argomentare splendidamente e profondamente, ma oggi pur nell’ era della
conoscenza si comunica impropriamente: spesso a vuoto o per plagiare, poiché il
linguaggio si può usare invano o per interesse personale anziché per consapevolezza.
La parola è ormai forma senza sostanza per i comuni e un’ arma per i potenti:
si parla senza pensare o per manomettere.
Come
persone, possiamo essere e fare di tutto, ma nessuno deve mai parlare a vuoto,
scorrettamente o con parole di altri: la parola ha il potere di stimolare la
nostra mente, dare forma a noi stessi trovando la nostra vera natura. Sta a noi
ridarle il suo preciso significato.