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mercoledì 31 marzo 2021

Terminator, l’ eterna lotta tra uomo e macchina

Il T-800 di «Terminator 3»;


«Il futuro non è scritto. L’ unico destino è quello che ci creiamo con le nostre mani.» John Connor;


Secondo un antico principio, tipico delle società ambiziose ed espansionistiche che ormai da lungo tempo dominano la storia, chi possiede la tecnologia vanta il potere sul mondo: Roma tenne unito il suo Impero grazie alle strade, Gengis Khan dovette i suoi successi all’ arco e alla freccia, l’ Impero britannico si estese a quasi un quarto dell’ intera superficie del pianeta grazie alle navi, e infine la Casa Bianca si impose con la bomba atomica. Ma che succede quando la tecnologia, troppo perfetta, si rivolta contro i suoi stessi creatori? La fantascienza è notoriamente un genere narrativo e cinematografico particolarmente interessato a ragionare su come può cambiare la vita della società e del singolo individuo in presenza di determinate condizioni quali il viaggio spaziale, la sovrappopolazione e la diffusione dei robot, un’ operazione che comporta la descrizione di un futuro possibile, pur senza fare vaticini accurati. Più o meno volontariamente, però essa ha anticipato molti fenomeni sociali tramite numerosi romanzi e film. Alcuni di questi fenomeni, in un certo senso, sono stati non solo anticipati, ma addirittura indotti dalle sue idee: basti pensare al robot a forma umana della Honda, che guarda caso è stato battezzato «Asimo», dal celeberrimo autore statunitense Isaac Asimov, il padre del filone fantascientifico dedito alla robotica e tuttora riconosciuto come uno dei migliori autori di fantascienza mai vissuti. Il mondo dell’ informatica è intrinsecamente molto difficile da prevedere, se non addirittura impossibile persino sul breve termine. E non ci sono solo gli scrittori di fantascienza a provarci: ci sono infatti svariati analisti di mercato sulle cui previsioni si basano investimenti miliardari. Mai come oggi ha fatto passi giganteschi, così grandi da suscitare un animato dibattito tutt’ altro che scontato, incentrato sull’ eccessiva informazione dei servizi e persino della difesa civile e militare, oltre che sulla possibilità della cosiddetta ribellione della macchina, tema che nella fantascienza riguarda il sopravvento da parte di meccanismi, computer o robot, ai danni dell’ umanità per mezzo di sostituzione, disobbedienza, asservimento o eliminazione fisica. In particolare, spesso la fantascienza approfondisce il tema delle intelligenze artificiali tramite l’ idea dell’ evoluzione della vita non biologica, intelligente e addirittura autocosciente, e la successiva competizione tra le entità tecnologiche ribelli e l’ umanità.

Durante gli Anni Ottanta, in piena Guerra fredda, quando la scena internazionale era dominata da Ronald Reagan, Margaret Thatcher e Michail Gorbačëv, il tema dello sviluppo delle intelligenze artificiali raggiunse il massimo, tra ricerche scientifiche pionieristiche e abbondanti investimenti da parte dell’ industria e delle forze armate, cosa che indusse tra la gente una certa ondata di paura nei riguardi di computer e robot: è davvero opportuno sviluppare un’ intelligenza artificiale a cui delegare determinati compiti? Non si rischia piuttosto di togliere qualcosa alle persone e a diminuire la loro importanza nella vita privata e sociale di tutti i giorni? E non vi è il rischio che un’ intelligenza artificiale particolarmente ben studiata divenga autonoma e indipendente decidendo poi di opporsi a chi l’ ha ipotizzata?

Una milizia di Terminators;


Una delle persone più note al mondo ad aver ragionato sul problema e a esprimere un parere nettamente negativo fu l’ apprezzato regista, sceneggiatore e produttore canadese James Cameron, che durante l’ agosto 1982, periodo della presentazione a Roma di «Piraña paura», suo primo lungometraggio prodotto a basso costo proprio in Italia, si ammalò ed ebbe un incubo in cui sognò un torso metallico che si trascinava fuori da un’ esplosione mentre teneva in mano alcuni coltelli da cucina. Ispirandosi al regista e sceneggiatore John Carpenter, che aveva diretto «Halloween - La notte delle streghe» del 1978, prodotto con un finanziamento ridotto, Cameron utilizzò il proprio incubo come rampa di lancio per scrivere un film in stile dell’ orrore, il cui antagonista principale sarebbe stato un maniaco omicida spesso mascherato che avrebbe dato la caccia a un gruppo di persone, più che altro giovani, in uno spazio più o meno delimitato, utilizzando in genere armi da taglio per ucciderli in modo cruento. Tornato a Pomona, in California, scrisse la bozza di «Terminator», influenzato anche dai film di fantascienza degli Anni Cinquanta, la serie televisiva degli Anni Sessanta «The Outer Limits» e alcuni film contemporanei come «Driver l’ imprendibile» e «Interceptor - Il guerriero della strada». Prodotto a basso costo dalla Hemdale Film Corporation e dalla Pacific Western Productions e distribuito nel 1984, lo stesso periodo in cui si ambienta la vicenda, la pellicola fu inaspettatamente un grande successo, e segnò la storia del cinema degli Anni Ottanta e del genere fantascientifico, molto apprezzato per le interpretazioni appassionate di Michael Biehn e Linda Hamilton, oltre che dalla prestazione nei panni dello spaventoso T-800 di Arnold Schwarzenegger, culturista austriaco naturalizzato statunitense, da poco balzato agli onori del successo con il film «Conan il barbaro», e che qualche anno prima era stato tra i candidati alla parte del titanico Hulk nel celeberrimo telefilm «L’ incredibile Hulk», venendo tuttavia rifiutato dai produttori in favore di Lou Ferrigno, in quanto non era abbastanza alto.

«Terminator», nella cui scena iniziale Schwarzenegger appare per la prima volta completamente nudo sfoggiando un fisico statuario, fu il primo capitolo di una fortunata serie cinematografica che lanciò definitivamente le carriere di Cameron e Schwarzenegger, e proseguì con «Terminator 2 - Il giorno del giudizio», «Terminator 3 - Le macchine ribelli», e i meno apprezzati «Terminator Salvation», «Terminator Genisys» e «Terminator - Destino oscuro». Ma per quanto la trama presenti scene d’ azione mirabili e poggi su di un ritmo elevatissimo, non si deve commettere l’ errore che costituisca un semplice intrattenimento, in quanto vuole innanzitutto essere un’ occasione di riflessione sugli scopi e i metodi pratici del nostro sviluppo tecnico e sulla natura umana: prestando la dovuta attenzione a dialoghi e situazioni, non si può infatti non tener conto del messaggio implicito pensato da Cameron circa il significato ultimo dell’ essere umani e della nostra notevole superiorità sulle intelligenze artificiali, oltre che del concetto di paradosso temporale, quella particolare nozione della fisica ipotizzata già da Albert Einstein e basata sulla possibilità di viaggiare indietro e avanti nel tempo, che a causa di alcune scene tagliate in «Terminator» e «Terminator 3 - Le macchine ribelli», ha finito con l’ essere leggermente confusa non permettendo quindi al pubblico di comprendere come fosse possibile la fine del mondo e l’ avvento delle macchine descritta nella serie.

John Connor nel 2029;


Il primo film presenta l’ elemento portante della serie cinematografica, ossia il paradosso temporale. Normalmente, infatti, in virtù della legge fisica del tempo, il passato influenza il presente e il presente influenza il futuro: poiché le persone sono dotate di capacità di prendere decisioni e ogni decisione ha precise conseguenze, è ragionevole supporre che esistano infiniti futuri possibili, tuttavia, in occasione del paradosso temporale una persona in grado di viaggiare dal futuro al passato ha la possibilità di influenzare la storia, dandole una nuova direzione.

«Terminator» racconta che nella seconda metà degli Anni Novanta il dottor Miles Bennett Dyson, un dirigente della Cyberdyne Systems Corporation di Los Angeles, crea microprocessori rivoluzionari divenendo il fornitore principale delle forze armate statunitensi di sistemi informatici militari: tutti i bombardieri vengono computerizzati e automatizzati, capaci di prestazioni perfette, e con l’ andare del tempo viene predisposto un progetto atto a realizzare Skynet, una rivoluzionaria intelligenza artificiale basata su un innovativo processore a rete neuronica, incaricata di presiedere i sistemi difensivi e offensivi degli Stati Uniti d’ America. Una volta perfezionato, Skynet viene connesso alla rete il 4 agosto 1997, e gli umani non decidono più in materia di difesa. L’ intelligenza artificiale apprendere rapidamente e alla fine diventa autocosciente alle 2:14 del mattino del 29 agosto 1997, orario della Costa Orientale. Presi dal panico, i militari tentano di disinserirlo, ma Skynet reagisce bombardando bersagli in Russia con missili nucleari, sapendo che il contrattacco russo eliminerà i suoi nemici in territorio statunitense: è il Giorno del Giudizio, in cui ben tre miliardi di vite umane vengono stroncate nel corso di una mostruosa pioggia di missili. Negli anni seguenti, Skynet assume il controllo di carri armati e velivoli automatizzati, soprattutto i Cacciatori assassini costruiti in fabbriche meccanizzate, a cui fa pattugliare le macerie, oltre che su di una vasta schiera di automi da guerra, i Terminators, dotati di un resistente endoscheletro metallico rivestito dapprima di gomma, facile da riconoscere, e poi di tessuti viventi tra carne, sangue, pelle e capelli creati appositamente per sembrare normali essere umani, in modo da fungere da potenti e intelligenti unità da infiltrazione, perfettamente in grado di dare la caccia agli umani sopravvissuti, la maggior parte dei quali viene rinchiusa nei campi di sterminio, ove alcuni vengono tenuti in vita per lavorare e bruciare i cadaveri.

Il mondo devastato dall’ attacco di Skynet;


Tuttavia, «Terminator» non inizia nel futuro, ma nel passato, ossia nel maggio 1984, a Los Angeles, con l’ arrivo di due viaggiatori nel tempo, un T-800, ossia un nuovo modello di Terminator, e un soldato umano, Kyle Reese, alla ricerca di un’ innocente ragazza chiamata Sarah Jeannette Connor, della quale si conosce molto poco, se non che un giorno farà nascere John Connor, il condottiero della Resistenza che dopo il 1997 guiderà la rivolta umana contro Skynet e i Terminators, la quale nel 2029 riporterà le prime importanti vittorie e il 4 luglio 2032 vedrà la vittoria definitiva dell’ umanità e la distruzione dell’ intelligenza artificiale e del suo esercito di automi. John sarà una figura fondamentale nel futuro dell’ umanità, venerato come una sorta di profeta o addirittura di messia per la sua profonda conoscenza delle macchine e degli eventi futuri, oltre che per il grande valore in battaglia e l’ astuzia strategica. Il T-800 ha il compito di uccidere la futura madre, in quanto Skynet, sapendo di essere destinato a perdere, ha deciso di mutare la storia, mentre Reese, mandato dallo stesso John Connor, deve assicurare la sua sopravvivenza, e proprio qui interviene il principio del paradosso temporale: i due trovano praticamente nello stesso istante la giovane diciannovenne, una studentessa universitaria che lavora come cameriera, ma Reese riesce a portarla via e a proteggerla. Dopo aver faticosamente ottenuto la sua fiducia, il soldato le racconta del futuro e delle gesta del figlio ancora non nato, e la guida in una disperata fuga dal T-800 e dalla polizia. Le riferisce anche un messaggio da parte del figlio: «Il futuro non è scritto. L’ unico destino è quello che ci creiamo con le nostre mani.». I due si innamorano e hanno un rapporto sessuale, e in una scena eliminata rimasta disponibile su Internet e nei contenuti speciali del DVD decidono addirittura di recarsi alla sede della Cyberdyne Systems Corporation al fine di distruggerla, cambiando la storia in modo che Skynet e i Terminators non vengano mai progettati, evitando il Giorno del Giudizio. Tuttavia, i due vengono sorpresi in una fabbrica dal T-800, che dopo uno scontro durissimo viene distrutto da Sarah, che lo schiaccia in una pressa idraulica, mentre Reese rimane a sua volta ucciso nel combattimento lasciando Sarah da sola. In un’ altra scena tagliata, si scopre che la fabbrica dove ha avuto luogo lo scontro finale appartiene alla Cyberdyne Systems Corporation, e che i rottami del T-800, soprattutto un microprocessore e un braccio, vengono prelevati da alcuni funzionari dell’ azienda che provvedono a cancellare ogni traccia dell’ incidente. Il film si chiude sei mesi dopo con Sarah, in viaggio in Messico e visibilmente incinta: la storia pare quindi destinata a compiersi, con lei che metterà al mondo John e la Cyberdyne Systems Corporation che dispone del materiale da cui negli anni seguenti svilupperà Skynet, i Terminators e i mezzi militari che nel 1997 porteranno all’ apocalisse.

Miles Dyson e i resti del primo T-800;


Sebbene con il taglio di poche ma significative scene «Terminator» finisca con un misto di speranza e rassegnazione per la piega che il futuro sta prendendo, l’ attacco alla Cyberdyne Systems Corporation diviene il punto centrale del secondo film, «Terminator 2 - Il giorno del giudizio». Già poco dopo l’ uscita del primo capitolo si cominciò a parlare di un potenziale seguito, e dato il grande successo ottenuto la produzione diede l’ assenso con un superiore finanziamento. Nel secondo episodio, ambientato nel 1995, si scopre che dopo la nascita di John nel febbraio 1985, Sarah gli ha insegnato a combattere e a organizzarsi fin da bambino. Vivono a lungo in Nicaragua e in posti simili. Lei ha una relazione con un ex Berretto Verde coinvolto in un traffico di armi, e poi con altri uomini, soprattutto mercenari e trafficanti di armi che possano contribuire alla sua formazione militare. Poi, all’ inizio degli Anni Novanta, lei tenta di far saltare una fabbrica di computer, probabilmente della Cyberdyne Systems Corporation, ma viene scoperta e arrestata, e dichiarata malata di mente per poi essere internata al Pescadero State Hospital di Los Angeles, mentre John, dato in affidamento ai coniugi Todd e Janelle Voight, è divenuto un bambino infelice dedito alla delinquenza. Ma dal futuro, per l’ esattezza dal 2030, Skynet manda un secondo Terminator più potente, un T-1000, un prototipo avanzato composto di una lega mimetica in metallo liquido capace di assumere le sembianze di chiunque o di qualsiasi oggetto di massa analoga con cui venga a contatto, in grado anche di plasmare le sue stesse parti del corpo in armi da taglio, in modo da uccidere John quando è ancora vulnerabile. Ma il John Connor del futuro cattura un T-800 dalle stesse sembianze di quello inviato nel 1984, e lo riprogramma affinché protegga il sé stesso del 1995.

Dopo essere scampato al primo attentato grazie al T-800, John aiuta la madre a evadere dal Pescadero State Hospital, e insieme si nascondono presso un contrabbandiere d’ armi messicano che vive poco oltre il confine californiano, ma lei torna a Los Angeles per uccidere Miles Dyson, l’ ideatore di Skynet e dei Terminators, ma sebbene riesca a trovarlo e a ferirlo in casa sua viene fermata da John e dal T-800, i quali gli raccontano le conseguenze delle sue ricerche basate sui rottami del T-800 rottamato nel 1984 e lo convincono ad abbandonarle e a cancellare tutte le informazioni esistenti relative al progetto, insieme agli resti del primo Terminator. I quattro si recano in piena notte alla Cyberdyne Systems Corporation per distruggerla e requisire i rottami, ma le forze speciali della polizia fanno irruzione per arrestare Sarah e il T-800, ritenuto lo stesso assassino indicato come colpevole della morte di molti agenti di polizia e di aver tentato di uccidere la stessa Sarah nel 1984. Il dottor Dyson, ferito dalla polizia, muore facendo esplodere il quartier generale e Sarah e John scappano dal T-1000 fino ad un’ acciaieria con l’ aiuto del T-800, ove l’ automa assassino viene distrutto dopo essere stato fatto cadere nell’ acciaio fuso e i rottami del primo Terminator vengono a loro volta fusi nella vasca, seguiti dal T-800 in quanto ha compiuto la propria funzione e non desidera lasciare alcuna traccia di tecnologia di quel futuro che i Connor vogliono evitare.

John Connor nel 1995;


Nei piani di James Cameron, «Terminator 2 - Il giorno del giudizio» doveva rappresentare la conclusione della serie, in quanto la creazione di Skynet e dei Terminators era stata impedita e ora Sarah, per la prima volta da anni, aveva smesso di vedere il futuro come un libro già scritto e ripreso a sperare un futuro migliore. Tuttavia, il film ricevette ampi consensi dalla critica e fu un buon successo al botteghino. La produzione fece quindi sapere di considerare la storia meravigliosamente adatta ad un racconto continuo, e di trovare ovvia la realizzazione di un terzo film, sebbene in quel momento non fosse sicura che Arnold Schwarzenegger avrebbe ripreso il suo ruolo di Terminator. Dopo alcune lungaggini legate ai dettagli legali e creativi, venne presentato «Terminator 3 - Le macchine ribelli», stavolta diretto da Jonathan Mostow e ambientato nel luglio 2004, reputato il più drammatico e fatalista della serie. Dopo la distruzione della Cyberdyne Systems Corporation e della morte di Miles Dyson, Sarah e John Connor vanno a vivere in Bassa California, ormai liberi di scegliere il proprio destino. Il 29 agosto 1997 i computer non assumono il controllo e quindi non ha luogo alcun bombardamento e nessuna guerra fra uomini e macchine. Dopo la morte della madre per leucemia nello stesso anno, lui vive come un senzatetto, spostandosi in continuazione e privo di telefono, indirizzo, o qualunque altra cosa con cui lo si possa reperire. Tuttavia, dal 4 luglio 2032 giungono altri due Terminators: un T-850 con le sembianze di quello inviato nel 1984 a uccidere Sarah e dell’ altro mandato nel 1995 a proteggere John, con il compito di assicurare la sua sopravvivenza e quella di Kate Brewster, e un T-X, un nuovo modello di Terminator dalle sembianze femminili e dotato di superiore intelligenza, prestazioni fisiche, precisione e armi incorporate, con il compito di uccidere John e i suoi futuri luogotenenti. Non appena scoperto e tratto in salvo dal T-850 insieme a Kate Brewster, sua vecchia compagna di scuola e primo amore, John scopre che con la distruzione della Cyberdyne Systems Corporation non ha impedito il Giorno del Giudizio, ma lo ha solo rimandato alle 18:18 del 25 luglio 2004: Skynet è stato realizzato sotto la direzione del generale Robert Brewster, padre di Kate e responsabile dello sviluppo di importanti progetti informatici militari, nonché futuro grande esponente della Resistenza contro le macchine. Questo ha per lungo tempo posto la domanda su chi abbia effettivamente inventato Skynet, e come, mettendo in dubbio il tema del paradosso temporale, tuttavia la risposta si trova in una scena tagliata dal film: dopo la distruzione della sede della Cyberdyne Systems Corporation da parte dei Connor, l’ Aeronautica Militare degli Stati Uniti ha stipulato un contratto con la Cyber ​​Research Systems, la quale ha acquisito i brevetti, i dati tecnici e le copie di riserva della Cyberdyne Systems Corporation, incluso ciò che riguardava lo Skynet di Dyson e le armi avanzate quali i Terminators e i veicoli automatizzati. Nella stessa scena si svela che le fattezze dei T-800 interpretati da Schwarzenegger sono modellati a immagine e somiglianza del sergente William Candy, e che la sua voce e il suo accento gioviali, tipici degli Stati del sud, sono stati sostituiti con quelli di Sherwood Olson, responsabile finanziario della Cyber Research Systems.

John tenta con tutte le sue forze di impedire il corso degli eventi, ma il T-850 è irremovibile: è troppo tardi ormai per intraprendere una simile azione, e aggiunge che la Kate Brewster del 2032, che negli anni a venire diverrà sua moglie e la madre dei suoi figli, lo ha catturato e riprogrammato il giorno stesso della vittoria umana sulle macchine, ossia il 4 luglio, dopo aver scoperto che Skynet ha mandato la T-X poco prima di venire disattivato, affinché lo conduca a Crystal Peak, un rifugio antiatomico costruito sulla Sierra Nevada per il Presidente degli Stati Uniti e i vertici militari da usare nel caso di una guerra atomica contro l’ Unione Sovietica. Peggio ancora, il T-850 rivela di essere stato catturato e riprogrammato dai ribelli dopo essere finalmente riuscito ad uccidere John a seguito della battaglia finale. I tre vi arrivano all’ installazione dopo una rocambolesca fuga, inseguiti dalla T-X, che viene distrutta dal T-850 che si sacrifica impiegando la propria pila di alimentazione all’ idrogeno come arma. Frattanto, Skynet, che ha acquisito l’ autocoscienza e per mezzo di un astuto stratagemma ha ottenuto il controllo dei mezzi sia offensivi che difensivi statunitensi, bombarda la Terra e libera le macchine: è il Giorno del Giudizio, e John e Kate, ormai innamorati, stabiliscono un contatto radio con i resti delle forze armate. Nel finale del film, mentre si vede il paradosso temporale compiersi una volta per tutte con il bombardamento missilistico delle principali città sparse sul pianeta, la voce fuoricampo di John esprime un misto di rassegnazione e di speranza per l’ oscuro destino del genere umano che la storia lo ha chiamato ad assicurare: «Era il giorno del giudizio, il giorno in cui l’ umanità fu quasi completamente distrutta dalle armi che aveva creato per proteggersi. Avrei dovuto capire che il nostro destino non era mai stato quello di fermare il Giorno del Giudizio, ma semplicemente di sopravvivere ad esso. Insieme. Terminator lo sapeva, aveva cercato di dircelo, ma il mio subcosciente non lo voleva sentire. Forse il futuro è già scritto, io non lo so. So solo quello che mi ha insegnato Terminator: mai rinunciare alla lotta. E mai rinuncerò. La battaglia è appena cominciata.».

John e Kate Brewster il 25 luglio 2004;


Nonostante le scene tagliate qua e là, i primi tre film poggiano piuttosto chiaramente sul concetto del paradosso temporale che fa di Skynet la causa scatenante della narrazione, la forza di base che dà vita alla storia creando una necessità d’ intervento dallo squilibrio verso il male che porta la Terra alla rovina, la forza narrativa fondamentale attorno alla quale gravitano i personaggi, soprattutto la sua nemesi, John Connor: se nel 2029, ormai prossimo alla sconfitta, non avesse inviato il primo T-800 nel 1984, Kyle Reese non avrebbe a sua volta viaggiato nel tempo e John non sarebbe mai nato, mentre la Cyberdyne Systems Corporation non avrebbe recuperato il microprocessore da cui tutto avrebbe avuto inizio, come confessa Miles Dyson: «Era schiacciato, non funzionava, ma ha dato molte idee per cose a cui non si sarebbe mai…Tutto il mio lavoro è basato su quello.»; se nel 2030 non avesse inviato un T-1000 per l’ eliminazione fisica di John ancora bambino, il T-800 non avrebbe mai incontrato Sarah rivelandole i dettagli sulla realizzazione di Skynet, spingendola a raggiungere Miles Dyson per poi distruggere il quartier generale dell’ azienda e i principali laboratori e archivi legati al progetto, infine, se dal 4 luglio 2032 non avesse inviato una T-X per uccidere John Connor e Kate Brewster oltre i futuri luogotenenti della Resistenza, il T-850 non li avrebbe raggiunti per condurli in un luogo sicuro mentre lo Skynet del relativo periodo si preparava a prendere il potere e a compiere il genocidio.

Kyle Reese e Sarah Connor nel 1984;


Quella di «Terminator» è un’ opera nel tradizionale stile della fantascienza apocalittica, offre valide basi di riflessione sul concetto del viaggio nel tempo e delle interferenze negli eventi storici, anche se da «Terminator Salvation» in poi non ha saputo reinventarsi adeguatamente per sopravvivere. Il quarto film presenta infatti basi tutto sommato accettabili, sebbene determinati dettagli paiano inesatti e destinati a compromettere la trama: nel 2018, ad esempio, Skynet è già a conoscenza di Kyle Reese, un ragazzino non ancora parte della Resistenza che tenta di uccidere per cambiare la storia, e alcuni modelli di macchine risultano troppo avanzati se si tiene conto di quanto raccontato da Kyle nel 1984 a Sarah, mentre la stessa intelligenza artificiale si serve di Marcus Wright, un detenuto condannato a morte che nel 2003 aveva donato il proprio corpo alla Cyberdyne Systems Corporation, poi inconsapevolmente tramutato in un Terminator, per localizzare e attirare in trappola John Connor, che ancora non è il condottiero supremo della Resistenza pur essendone già un validissimo membro con alle spalle numerose vittorie grazie alla conoscenza ricevuta dalla madre Sarah. Meglio sarebbe stato basare la trama maggiormente sui racconti di Kyle Reese, pur tenendo conto degli slittamenti legati all’ azione di Sarah e John nel 1997 alla Cyberdyne Systems Corporation, e sulla comprensione di Skynet come personaggio, dandogli uno scopo per cui continuare a esistere dopo la sconfitta del genere umano, oltre che dei Terminator e lo sviluppo della loro intelligenza e società. Se i capitoli successivi al terzo film fossero proseguiti in questa direzione, il pubblico della prima ora ne avrebbe molto giovato, e ad esso si sarebbe aggiunta una nuova generazione altrettanto appassionata che avrebbe seriamente potuto riconoscersi nelle tematiche trattate. Il quinto e il sesto film, invece, sono stati in assoluto gli episodi più deludenti della serie, essendo un tentativo di riavvio della serie: «Terminator Genisys» si basa su idee assai confuse e pasticciate sui viaggi nel tempo che rendono la trama senza capo né coda, mentre «Terminator - Destino oscuro» è né più né meno di una copia del film del 1984, in quanto Sarah Connor, ormai sulla via della vecchiaia, dopo aver perso nel 1998 su una spiaggia a Livingston, in Guatemala, il figlio John per mano dell’ ultimo T-800 inviato da Skynet prima che il futuro venisse cambiato, si unisce a una soldatessa, parte donna e parte macchina, inviata dal futuro per proteggere una giovane messicana da un automa inviato dal 2042 da Legion, la nuova intelligenza artificiale destinata a ribellarsi e prendere il potere al posto di Skynet. Dato lo scarso apprezzamento ricevuto da quest’ ultima produzione, che peraltro si rivelò un grande insuccesso commerciale, Linda Hamilton, storica interprete di Sarah, annunciò la volontà di chiudere per sempre con il marchio di Terminator e il personaggio che ha interpretato: «Forse apprezzerei una versione più piccola, in cui non ci sono in ballo milioni di dollari. Il pubblico di oggi è così imprevedibile. Non dovrebbe mai essere un rischio economico così grande, ma io sarei ben felice di non ritornare mai più. Non ho speranze per il futuro perché vorrei davvero aver chiuso col franchise.».

Un triste fallimento per una serie valida e potente, dalle infinite prospettive narrative…

Gli attacchi atomici di Skynet;


Tuttavia, il tema dei paradossi temporali non è il solo tema alla base della serie di Terminator. L’ altro grande argomento di fondo riguarda il valore e la sostanza dell’ umanità, infinitamente superiore a qualsivoglia forma di vita artificiale nonostante la superiore intelligenza ed efficienza: la tendenza ad imparare, a crescere, ad amare la vita e a superare difetti e manchevolezze è qualcosa di infinitamente prezioso che una macchina, fosse anche la meglio progettata, non potrà mai ovviamente conoscere. Skynet non ragionerà mai sul valore della vita o le sue bellezze, non conoscerà mai la gioia e il dolore delle emozioni, sarà sempre privo di istinto e giudizio, per quanto capace di imparare, di capire, di affrontare nuove situazioni, sviluppare strategie e risolvere i problemi più complessi con una rapidità di pensiero pressoché istantanea. I Terminators ricalcano la sua freddezza e inumanità fondamentale, essendo programmati per eseguire gli ordini senza discutere, e valutando le circostanze. Come dice Kyle Reese: «Quel Terminator è là fuori. Non si può patteggiare con lui, non si può ragionare con lui. Non sente né pietà, né rimorso, né paura. Niente lo fermerà prima di averti eliminata. Capito? Non si fermerà mai.». Essi non sono turbati da emozioni, non considerano la vita in alcun modo e quindi non esitano a passarci sopra se serve ad assicurare il buon esito della missione, come dimostrato dal primo T-800 che, introdottosi silenziosamente e in piena notte nell’ appartamento di Sarah, finisce con l’ ucciderne l’ amica e convivente Ginger Ventura e il fidanzato Matt Buchanan, ad appena un momento dalla fine del loro rapporto sessuale. Ma per questi automi rivestiti di tessuto vivente forse vi è una speranza, come dimostrato dai T-800 apparsi in «Terminator 2 - Il giorno del giudizio», «Terminator Genisys» e «Terminator - Destino oscuro», nelle cui vicende si narra che stando a contatto con le persone apprendono molte cose sulla natura umana, addirittura umanizzandosi con il trascorrere del tempo e maturando un senso di protezione autentica verso John e Sarah e persino un principio di dispiacere e rimorso. In «Terminator 2 - Il giorno del giudizio» in particolare, il T-800 si dimostra curioso sul tema del dolore emotivo provato talvolta dagli umani e ragiona sul significato del pianto, e alla fine del film si congeda drammaticamente da John, che durante la missione ha imparato ad amarlo come un padre, dicendo: «Ora capisco perché piangete, ma io non potrei mai farlo.».

John Connor nel 2018;


Quella ideata da James Cameron è una serie unica nel suo genere, capace di trascendere il semplice racconto fantascientifico per divenire fonte autentica di riflessioni riguardanti l’ esistenza umana. E’ la storia dell’ eterna battaglia tra l’ uomo e le macchine, che affonda le sue radici nel mito della creazione, nella superbia e nella presunzione con cui l’ uomo, noncurante delle conseguenze scaturite dalle sue azioni, si spinge oltre le proprie possibilità e i propri limiti. Infine si tratta anche di una storia che parla d’ amore e di come questo sentimento, che contraddistingue l’ individuo in carne e ossa, sia la chiave imprescindibile che permette alle persone di elevarsi al di sopra di qualsiasi essere artificiale. Madre Natura crea l’ uomo, e l’ uomo crea le macchine: in un’ epoca di modernità e innovazioni tecnologiche, egli crea un programma informatico per la difesa talmente sofisticato da raggiungere uno stato di autocoscienza, e questo concepisce l’ uomo come una minaccia e vi si ribella contro scatenando un olocausto nucleare, dando inizio ad un abisso temporale tra passato e futuro in cui i personaggi galleggiano come pedine mosse da un destino nebuloso e crudele. All’ interno di un intreccio narrativo intricato e spesso apparentemente incongruente, ma moralmente accettabile ai fini del racconto, si sviluppa un discorso epocale destinato a far crollare le certezze dell’ uomo, che fa maturare la consapevolezza di essere l’ unico vero responsabile delle proprie azioni. La ribellione innescata dalle macchine è l’ estrema conseguenza della spietatezza umana, della presunzione di voler e poter controllare ogni cosa e avere il monopolio sul funzionamento dell’ esistenza. Temi cari alla fantascienza che riprendono e ampliano il meraviglioso discorso iniziato da Mary Shelley con il suo «Frankenstein - Il moderno Prometeo», iniziatore di ogni elaborazione sviluppatasi attorno alla creazione.

Un T-600 nel 2018;


James Cameron trasporta la creazione in un futuro post apocalittico e inospitale, completamente disastrato dalla guerra. Le macchine, organismi perfettamente funzionali e privi dei limiti mentali imposti all’ essere umano, sovrastano l’ operato dell’ uomo annientando qualsiasi suo tentativo di riappropriazione del mondo che ha perduto. Apparentemente superiori, le macchine infine periscono sotto l’ egida di un condottiero messianico che, in quanto uomo, è dotato di qualcosa che nemmeno la tecnologia più sofisticata potrà mai creare e neppure contrastare. Come dice Marcus Wright nel finale di «Terminator Salvation»: «Che cos’ è che ci rende umani? Qualcosa che non si può programmare, che non si può mettere in un chip... è la forza del cuore umano, la differenza tra noi e le macchine.».

E a differenza di altri colleghi illustri, marcati da un imperante cinismo, James Cameron fa prevalere la speranza sull’ oscurità: il futuro è buio e desolato, un mondo di guerra e sofferenza contro un nemico formidabile. Tuttavia, siamo davvero destinati a percorrere questo cammino, destinati a estinguerci come tante altre specie prima di noi? Oppure possiamo evolverci tanto in fretta da cambiare il nostro destino? Il futuro è veramente già scritto? Per Cameron la risposta è positiva: anche se una persona sbaglia, perde la strada, questa non è perduta per sempre, perché esistono infinite possibilità e altrettante conseguenze. Innumerevoli scelte definiscono il nostro destino: ognuna di esse, ogni attimo, è un’ onda nel fiume del tempo. Molte onde cambiano la marea, perché il futuro non è mai veramente scritto. L’ uomo, per quanto corrotto e spietato, merita di avere una seconda possibilità. Alla fine della storia John Connor distrugge Skynet, l’ umanità vince e la Terra è pronta per una nuova rinascita. La ribellione si è conclusa, e proprio il 4 luglio, giorno dalla profonda valenza simbolica nella storia statunitense, e i valori immortali del bene e dell’ amore reciproco verranno ripristinati in segno di speranza per una nuova rinascita…

lunedì 10 febbraio 2020

Il destino di Guerre stellari

«Il Lato Oscuro getta la sua ombra su tutto…» Yoda in «L’ attaco dei cloni»;

Oggigiorno, quella di Guerre stellari è una delle serie fantascientifiche più note e riuscite di tutti i tempi, una magnifica epopea che dal 1977 appassiona instancabilmente milioni di persone in tutto il mondo, con i suoi potenti contenuti culturali, i messaggi filosofici e morali e la visione del mondo che riesce a trasmettere oltre la finzione scenica e la spettacolarità dei film, produzioni di elevato impatto visivo, espressivo ed emotivo, in un espediente narrativo che nonostante le differenze molto li accosta alla serie di Star Trek.
Inserita nel genere dell’ epopea spaziale, la serie si ambienta in un’ era imprecisata e in una Galassia immaginaria, popolata da umani e diverse altre razze aliene provenienti da ogni sua regione conosciuta e retta da un unico e immenso Stato, la democratica e caotica Repubblica Galattica, poi divenuta un Impero oppressivo ed ingiusto. I droidi vi svolgono una vasta varietà di compiti, mentre le astronavi, capaci di navigare nell’ iperspazio, permettono rapidi e agevoli viaggi tra i numerosi pianeti e sistemi noti. La trama segue l’ eterno confronto tra bene e male, personificati dall’ ordine degli Jedi e da quello dei Sith, che traggono i propri poteri sovrumani dal Lato Chiaro e Oscuro di un campo di energia mistica chiamato Forza. I primi sei film seguono la caduta della Repubblica, l’ instaurazione dell’ Impero Galattico e sua la successiva sconfitta per mano dell’ Alleanza Ribelle, mentre gli ultimi tre mostrano la caduta della Nuova Repubblica e l’ instaurarsi del Primo Ordine, contrastato dalla Resistenza.
George Lucas, creatore della serie;

La saga di Guerre stellari è un vero e proprio mito, un patrimonio di massa che tramite il cosiddetto Universo espanso, l’ insieme del materiale ufficiale composto da fumetti, libri, videogiochi che ne hanno arricchito la storia con vicende e concetti, ha acquisito un’ esistenza non più limitata ai film prodotti nel trentennio tra il 1977 e il 2005 dal suo creatore, il regista e produttore californiano George Lucas. Il suo più grande punto di forza risiede nei messaggi a cui Lucas volle dare risalto, e dall’ ispirazione da grandi opere quali la serie di Flash Gordon, i film di Akira Kurosawa, il ciclo di Dune di Frank Herbert e gli studi sulla mitologia di Joseph Campbell, ognuno dei quali la rese qualcosa in cui chiunque può riconoscersi, con i suoi personaggi di ampia e sfaccettata personalità e gli avvenimenti che toccano i singoli protagonisti o l’ intera Galassia.
Tuttavia, come ogni realizzazione artistica umana, anche Guerre stellari è stata purtroppo soggetta ad un’ opera di deformazione e impoverimento a danno della sua qualità, dettata da un semplice e drammatico passaggio di proprietà nel momento in cui la Lucasfilm Ltd, casa di produzione cinematografica fondata da Lucas nel 1971, venne acquisita da The Walt Disney Company il 30 ottobre 2012, la quale, divenuta titolare dei diritti di Guerre stellari, riesumò l’ intenzione iniziale di Lucas circa una terza trilogia atta a fare di quella realizzata tra il 1977 e il 1983 quella centrale, sognando però un banale successo finanziario anziché una solida e precisa narrazione arricchita da idee e valori che tradizionalmente ebbero tanto fondamento nella sua genesi. L’ uomo subentrato a Lucas nella creazione della terza trilogia fu J. J. Abrams, regista, sceneggiatore e produttore già noto per il telefilm «Lost», il rilancio della serie cinematografica di Star Trek e il film «Super 8»: nonostante la grandiosità visiva e scenica, ad una attenta analisi gli ultimi tre film di Guerre stellari, prodotti tra il 2015 e il 2019 non risultano all’ altezza dei sei precedenti, basando le trame su situazioni ripetitive e per nulla innovative e, peggio ancora, discostandosi da alcuni importanti concetti espressi nel corso dei tre capitoli presentati tra il 1999 e il 2005 e, soprattutto, nel finale di «Il ritorno dello Jedi».
 
J. J. Abrams, nuovo curatore della serie;
La sceneggiatura di Guerre stellari come attualmente è nota nasce da una lunga serie di rielaborazioni e riscritture che hanno alimentato la storia di ogni capitolo, che spesso ha beneficiato di idee inizialmente scartate. Nella mente di Lucas fu soggetta ad un lungo e intenso un itinerario evolutivo. A dispetto dei molti che classificano Guerre stellari come semplice fantascienza, è facile notare quanto questa serie non sia estrapolazione scientifica, ma mito allo stato puro che si serve anche della rappresentazione fantascientifica: è più propriamente una mescolanza di epos e tragedia che fa suoi svariati spunti apparentemente contraddittori, come le vicende dei samurai in Giappone, dei monaci buddhisti guerrieri del Monastero di Shaolin in Cina e dei Cavalieri templari in Palestina che fecero da base dell’ ordine degli Jedi, piuttosto che quelle della caduta della Repubblica romana in favore dell’ Impero al tempo di Cesare Augusto, fonte di quelle relative alla Repubblica sotto il Cancelliere Supremo Palpatine, o i racconti su corsari e pirati e i western su cowboy e fuorilegge, da cui vennero modellate le avventure di Han Solo, Chewbacca, Lando Calrissian, Jabba the Hutt e Boba Fett, senza dimenticare il classico delle principesse in pericolo, come Leila Organa, e i robot umanizzati, i caccia stellari rugginosi le sofisticate armate di droni e cloni. Il tutto, poi, è amalgamato dal concetto onnicomprensivo della Forza, descritta dal Maestro Obi-Wan Kenobi, novello mago Merlino, come un campo di energia mistico generato da tutti gli esseri viventi che pervade l’ universo e tutto ciò che esso contiene, e che nelle intenzioni di Lucas rappresenta una sintesi di tutte le tradizioni religiose mondiali, teso a introdurre un aspetto spirituale nella serie.
Ogni film del ciclo nasce dalla rielaborazione, e talvolta dalla semplificazione, di molteplici modelli narrativi, eventi storici e suggestioni religiose, che tuttavia nella terza trilogia di J. J. Abrams risulta grandemente assente, tranne qualche sprazzo deludente e fallimentare, in favore dell’ elemento più strettamente avventuroso: si direbbe che il cineasta newyorkese si sia affrettato a proseguire le vaste e articolate vicende di questa saga leggendaria senza la dovuta preparazione, relegandola al banale genere di azione infiorettato da effetti speciali in grande stile e ridicolizzato da trame spesso incoerenti, deboli e inadeguate.
Locandina della seconda trilogia;

La trilogia originaria, iniziata nel 1977 con «Una nuova speranza» e proseguita nel 1980 con «L’ Impero colpisce ancora» per poi concludersi nel 1983 con «Il ritorno dello Jedi», presenta una Galassia nel pieno di una devastante guerra civile, tra l’ Impero Galattico, un regime totalitario estremamente gerarchizzato e militarizzato, e ipertecnologico, che incute paura anche tramite lo sfoggio di armi di distruzione di massa, come la Morte Nera, nella convinzione che «sia meglio governare con la paura della forza, piuttosto che con la forza», e l’ Alleanza Ribelle, un movimento di resistenza militare formato da vari pianeti rimasti fedeli alla decaduta Repubblica Galattica, che al suo splendore incarnava la democrazia e lo Stato di diritto.
«Una nuova speranza» narra le vicende di Luke Skywalker, un giovane contadino che vive su di un pianeta desertico ai margini della Galassia, che un giorno incontra due droidi che custodiscono un messaggio da portare per conto della principessa Leila Organa, una delle guide ribelli più rispettate, a Obi-Wan Kenobi, un tempo Maestro Jedi ed eroe delle Guerre dei Cloni, chiamato ad aiutare la Ribellione contro l’ Impero nel consegnare il messaggio, contenente le planimetrie della stazione da battaglia nota come Morte Nera, ad un importante capo ribelle. Luke scopre che suo padre era a sua volta uno Jedi, segue Obi-Wan e si unisce ai Ribelli, iniziando il proprio addestramento per divenire uno Jedi come il genitore. In «L’ Impero colpisce ancora», Darth Vader, Signore Oscuro dei Sith e comandante in capo della Flotta Spaziale Imperiale, è alla ricerca di Luke, che dopo la morte di Obi-Wan per mano dello stesso Vader è sulle tracce del Maestro Yoda, l’ ultimo Jedi sopravvissuto allo sterminio voluto dall’ Impero. Nonostante i suggerimenti di Yoda, Luke interrompe il suo addestramento per recarsi da Vader, che tiene in ostaggio i suoi amici e compagni di lotta, e dopo un duello con la spada laser perde una mano e scopre che Vader è suo padre. In «Il ritorno dello Jedi», infine, l’ Imperatore Palpatine, Signore Oscuro dei Sith responsabile della caduta della Repubblica in favore dell’ Impero nonché della conversione di Darth Vader al Lato Oscuro della Forza e del successivo sterminio degli Jedi, tende una trappola all’ Alleanza Ribelle, attirandola in forze nei cantieri astronavali della seconda Morte Nera, mentre Luke si prepara ad affrontare suo padre in un difficile confronto teso a redimerlo e a farlo tornare lo Jedi di un tempo. La battaglia sarà durissima, ma alla fine l’ Impero viene sconfitto e Darth Vader riscopre il proprio lato buono uccidendo l’ Imperatore e abbandonando il Lato Oscuro, salvando la vita di Luke a cui ora spetta il compito di ricostruire l’ ordine degli Jedi addestrando una nuova generazione di allievi.
Nella seconda trilogia, iniziata nel 1999 con «La minaccia fantasma», che nel 2002 ebbe come seguito «L’ attacco dei cloni», chiudendosi nel 2005 con «La vendetta dei Sith», si assiste all’ ascesa politica del senatore Palpatine e alla trasformazione della Repubblica in Impero. In «La minaccia fantasma» il pianeta Naboo, remoto e ininfluente nel contesto politico della Repubblica, viene stranamente preso d’ assalto da una potente gilda commerciale, e il Maestro Jedi Qui-Gon Jinn trae in salvo Amidala, regina di Naboo, nascondendosi su Tatooine per riparare l’ astronave e facendo la conoscenza del piccolo Anakin Skywalker, in cui riconosce un elevatissimo potenziale da Jedi. Scoperto che i Sith, un antico ordine di Jedi rinnegati, non sono stati uccisi tutti secoli addietro come si pensava, il gruppo raggiunge il pianeta capitale ove il senatore Palpatine diviene nuovo Cancelliere Supremo e Anakin non viene accettato come allievo dall’ ordine. Tornati su Naboo, Qui-Gon e il discepolo Obi-Wan Kenobi aiutano Amidala a sconfiggere la corporazione occupante, con l’ insperato aiuto di Anakin, che ora viene accettato come discepolo di Obi-Wan, divenuto Jedi dopo aver ucciso il misterioso Sith che ha a sua volta ucciso Qui-Gon. In «L’ attacco dei cloni», la Galassia è scossa dal movimento dei separatisti, guidati da un ex Jedi, il conte Dooku, che istiga la secessione da una Repubblica ormai troppo burocratica e corrotta, incapace di rispondere ai bisogni delle popolazioni. Obi-Wan e il suo apprendista Anakin sono chiamati a difendere Amidala, ora senatrice e guida dell’ opposizione alla formazione di un esercito della Repubblica, da qualche tempo vittima di alcuni attentati fallimentari. Scoperto che i responsabili sono la gilda commerciale che dieci anni prima ha invaso Naboo e ora legati a Dooku, nuovo apprendista del misterioso Signore Oscuro dei Sith già coinvolto nell’ invasione di Naboo, Obi-Wan scopre che qualcuno ha preparato un esercito di cloni per la Repubblica, che pare arrivare proprio al momento giusto in quanto Dooku vuole sferrare un attacco con una serie di armate di droidi. «La vendetta dei Sith» mostra invece la caduta definitiva della Repubblica. Dopo tre anni di guerra civile, il Cancelliere Palpatine viene rapito da Dooku, ma viene salvato da Obi-Wan e Anakin, ora Jedi pienamente ordinato e segretamente marito di Amidala nonostante i voti di castità tipici dell’ ordine, che uccide Dooku. Con il tempo anche i condottieri separatisti vengono uccisi, e Palpatine gradualmente assume sempre più poteri politici in nome della sicurezza, svelando ad Anakin di essere il Signore Oscuro dei Sith e convincendolo di avere il potere di salvare Amidala, rimasta incinta, dalle sue premonizioni di morte. Dopo aver fatto credere che gli Jedi sono coinvolti in un complotto per rovesciare il governo della Repubblica, il Cancelliere Supremo si autoproclama Imperatore con l’ appoggio del Senato, e convince definitivamente Anakin a divenire suo allievo con il nome di Darth Vader, mandandolo alla testa dell’ esercito imperiale a sterminare gli Jedi. Sconvolta da ciò che suo marito è diventato, Amidala muore dando alla luce due gemelli, Luke e Leila: il primo viene mandato su Tatooine, ove Obi-Wan veglierà su di lui, l’ altra viene affidata alla famiglia reale di Alderaan, gli Organa.
La storia continua lungo un sentiero assai dubbio...

Le prime due trilogie, accuratamente studiate da George Lucas, sono una storia epica di grandi battaglie, di amicizia tradita e un amore proibito, di una lenta e inesorabile discesa verso il male e poi a un ritorno verso il bene intrapresi sia dalla Galassia che da Anakin Skywalker, alias Darth Vader, nella quale viene confermato il grande valore e potere dell’ animo umano nonostante l’ indubbia forza della tecnologia. In particolare, in «La minaccia fantasma», «L’ attacco dei cloni» e «La vendetta dei Sith» viene presentato il tema del Prescelto, un individuo dotato della più grande connessione con la Forza e destinato a riportare l’ equilibrio tra il Lato Chiaro e quello Oscuro, mutandola per sempre: tale profezia si compie nella vita di Anakin, che passando al Lato Oscuro contribuisce a far cadere la ormai vecchia e debole Repubblica e a distruggere l’ ordine degli Jedi, accecati dall’ orgoglio e da un’ eccessiva sicurezza in sé stessi, per poi rivoltarsi contro Palpatine, l’ ultimo Sith, uccidendolo e tornando al Lato Chiaro, morendo da Jedi e lasciando al figlio Luke il compito di trasmettere l’ eredità degli Jedi, edificando un ordine migliore e più forte del precedente.
Ora che Lucas non è più al comando della Lucasfilm Ltd, passata di proprietà alla Disney, il marchio di Guerre stellari e i suoi immensi proventi venne inevitabilmente adocchiato dalla nuova proprietà, che a quasi un decennio dalla distribuzione di «La vendetta dei Sith» scelse di riesumare il progetto abbandonato di una terza trilogia riprendendo le vicende della Galassia laddove «Il ritorno dello Jedi» le aveva lasciate in sospeso, mettendo insieme una vasta unità operativa comprendente produttori e sceneggiatori, primo fra tutti J. J. Abrams. Le idee raccolte e promosse per la nuova trilogia di fatto furono molto diverse da quanto venne risaltato nei precedenti sei capitoli. Tanto per cominciare, infatti, come evidenziato dal titolo del settimo film, «Il risveglio della Forza», appare evidente quanto il messaggio dei film precedenti non sia stato compreso a dovere dai nuovi autori, in quanto l’ essenza della Forza non era in letargo, ma sbilanciata a favore del Lato Oscuro fino alla redenzione di Darth Vader nel finale di «Il ritorno dello Jedi». Lo stesso «Il risveglio della Forza» ripropone uno scenario praticamente analogo a quanto presentato in «Una nuova speranza»: a trent’ anni dalla sconfitta dell’ Impero a seguito della Battaglia di Endor, la Nuova Repubblica è minacciata dal Primo Ordine, composto dai resti dell’ Impero, ora guidato da un misterioso individuo di nome Snoke, legato al Lato Oscuro della Forza. Tuttavia, la Repubblica è difesa dalla Resistenza, una forza militare guidata dalla principessa Leila. Luke Skywalker è scappato nel desiderio di nascondersi dopo che suo nipote, Ben Solo, figlio di Leila e suo discepolo Jedi, si è ribellato trucidando gli altri allievi per unirsi a Snoke assumendo il nome di Kylo Ren, signore dei cavalieri di Ren. La Resistenza deve assolutamente ritrovare Luke e distruggere la base Starkiller, un pianeta convertito in una superarma capace di distruggere interi sistemi stellari, ragion per cui manda un proprio miliziano che, scoperte alcune importanti informazioni, le custodisce in un droide che manda su di un pianeta deserto, dove viene trovato da Rey, una giovane mercante di rottami in cui la Forza scorre potente. «Il risveglio della Forza» è praticamente una rimasticatura di quanto visto già in «Una nuova speranza», in cui vari punti della trama risultano assai scadenti: Ben Solo abbraccia il Lato Oscuro della Forza per imitare il nonno, Anakin Skywalker; Luke, dopo aver gloriosamente sconfitto i Sith, volta le spalle alla Galassia nella sua ora più buia alla volta di un mondo remoto nelle vesti di un nuovo Obi-Wan; Han Solo e Chewbacca tornano a fare i contrabbandieri anziché unirsi alle forze armate della Nuova Repubblica, fino all’ assassinio di Han da parte di suo figlio Ben; il Primo Ordine è guidato da un individuo che di fatto si rifà in tutto a Darth Sidious; la Nuova Repubblica non contrasta neppure il Primo Ordine, delegando l’ onere alla Resistenza; gli stessi nomi del Primo Ordine e della Resistenza paiono piuttosto insensati. George Lucas inizialmente contribuì come consulente creativo allo sviluppo della sceneggiatura del film, ma dopo alcune divergenze abbandonò il progetto e criticò il nuovo capitolo alla sua uscita affermando: «La Disney ha voluto fare un film retrò. Non mi piace. Ho lavorato duramente per realizzare ogni film in modo completamente diverso, con diversi pianeti, diverse astronavi, per renderlo sempre nuovo.». Aggiunse di sentirsi come se avesse venduto le sue creature «agli schiavisti bianchi», pur scusandosi qualche giorno dopo per le parole dure rivolte alla Disney.
«Gli ultimi Jedi» segue invece le orme di «L’ Impero colpisce ancora», con la Resistenza inseguita in tutta la Galassia dalle forze del Primo Ordine dopo la distruzione della Starkiller. Rey raggiunge Luke sul pianeta dove è stato trovato il primo tempio degli Jedi, fondato in un tempo tanto antico da essersi perso nella leggenda, ma questi rifiuta di guidarla lungo le vie della Forza perché ritiene che sia giunto il tempo della fine degli Jedi, colpevoli di aver permesso l’ avvento di Palpatine, da cui poi vennero sterminati, lasciando che la Galassia sprofondasse in un terribile oscurantismo. Snoke viene tradito e ucciso da Kylo Ren, che Rey vuole redimere in quanto sente che vi è ancora qualcosa di buono in lui, mentre la Resistenza viene scovata nel proprio rifugio dalle avanguardie del Primo Ordine, riuscendo tuttavia a scappare nonostante la perdita di buona parte dei propri condottieri. Luke muore dopo aver usato fino allo stremo i propri poteri derivanti dalla Forza in un confronto con il nipote Kylo Ren. Il film, apprezzato per le scene d’ azione, destò tuttavia critiche contrastanti per via di alcuni punti importanti della trama, come la rivelazione dell’ irrilevanza dei genitori di Rey, in quanto molti si attendevano che fosse figlia di Luke o di qualche altro personaggio della trilogia originale; l’ arco narrativo di Snoke venne ritenuto insoddisfacente in parte per la sua prematura uscita di scena e in parte perché privo di una descrizione del suo passato. Anche il personaggio di Luke venne visto come un tradimento verso la figura piena di speranza che era stata tratteggiata oltre un trentennio prima, e lo stesso Mark Hamill, il suo interprete, inizialmente fece più volte capire di non riuscire a comprenderne le azioni e di essere in disaccordo sulle scelte prese dai produttori.
«L’ ascesa di Skywalker» chiude le vicende della serie, rifacendosi ai fatti già visti in «Il ritorno dello Jedi». Scoperto che l’ Imperatore Palpatine è ancora vivo e che creò Snoke, Kylo Ren, ora a capo del Primo Ordine, lo raggiunge presso un remoto pianeta e si unisce al suo piano atto a riconquistare la Galassia. Rey si addestra per divenire Jedi sotto la guida della principessa Leila. Mentre la Resistenza si prepara a localizzare il rifugio del vecchio Imperatore e ad abbordare le forze del Primo Ordine, la giovane aspirante Jedi scopre di essere nipote di Palpatine. Raggiunto il pianeta ove il demoniaco Sith si nasconde, Rey e Kylo Ren si affrontano aizzati dallo stesso Palpatine, che assicura la propria eredità a chi sopravviverà e attacca la flotta della Resistenza dopo aver assorbito l’ energia di entrambi i contendenti. Rey muore rivoltando il potere del nonno contro di lui, ma Kylo Ren le cede la propria energia vitale riportandola in vita e sacrificando sé stesso, tornando ad essere Ben Solo. Mentre la Resistenza celebra la propria vittoria sul Primo Ordine e la distruzione di Palpatine, Rey si reca su Tatooine, ove assume il cognome degli Skywalker.
La fine di un’ epoca...

La qualità di una storia dipende in gran parte dal valore della trama e dalla ricchezza dei messaggi su cui poggia, oltre che dallo spessore dei suoi personaggi. Con le sue due trilogie, George Lucas ha saputo valorizzare eroi ed antieroi del suo personalissimo universo in maniera esemplare, donando al pubblico un interessante approfondimento sia per personaggi minori come Jango e Boba Fett, sia per quelli del calibro di Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker. In particolare, il bello della serie di Guerre stellari è che, come gli ammiratori più accaniti hanno imparato ormai da tempo, spesso nei suoi film vi è più di quanto sembra, e solo seguendoli con attenzione e più di una volta risultano adeguatamente comprensibili in termini di messaggi e sfaccettature della trama. Negli anni, la serie è divenuta molto più di una serie fantascientifica, ma un’ epopea di grandissimo fascino, densa di suggestioni, di avventure e spunti mitologici, spirituali e morali. E’ unanimemente riconosciuta come una di quelle serie che vanno assolutamente viste. Generalmente è un rischio affidare una realizzazione artistica ad altri produttori, in quanto per attitudine personale ognuno di essi finisce per allontanarsi dalla visione originaria del creatore: per quanto eccellenti furono ad esempio gli apprendisti di Michelangelo, nessuno di essi rimase completamente legato alla sua tradizione o alla sua altezza, pertanto la sua realtà e qualità fu qualcosa che visse e si estinse direttamente con lui. E’ molto più sicuro affidarsi allo stesso creatore originario, o a coloro che veramente si attengono alla sua tradizione, assicurando un’ effettiva continuità alla sua grande visione. Nel caso di Guerre stellari, risulta più che evidente che J. J. Abrams e lo stato maggiore della Disney non sono stati adeguatamente in grado di portare avanti la tradizione tracciata da Lucas. Una volta entrati in possesso della Lucasfilm Ltd, hanno semplicemente compreso il colossale valore finanziario dell’ epopea ambientata in una Galassia lontana lontana, e presentato una nuova trilogia la cui trama non ha ricevuto le cure necessarie, volendo imitare la trilogia originaria senza nuovi contenuti, sovraccaricandola di sequenze d’ azione generiche, nostalgici richiami al passato e un dichiarato servizio agli ammiratori. Un buon modo per procedere con la storia della Galassia dopo la caduta dell’ Impero sarebbe stato tramite lo sviluppo di sceneggiature basate su idee prese in prestito dall’ Universo espanso, come quella degli Jedi Oscuri, ex Jedi avvicinatisi al Lato Oscuro pur senza divenire veri e propri Sith, citati tra le altre cose nel romanzo tratto dalla sceneggiatura di «La vendetta dei Sith», in cui si afferma che Dooku vorrebbe addestrarne una schiera al servizio dei Sith: Snoke avrebbe potuto benissimo essere uno Jedi Oscuro addestrato segretamente da Dooku in previsione di una propria rivolta contro Palpatine, divenendo poi Imperatore alla sua morte su Endor, alla testa dei resti dell’ Impero rovesciato. Mentre la Nuova Repubblica sarebbe stata alle prese con la tutela della sicurezza a rischio di sospendere determinate libertà e rinforzando il proprio apparato bellico, arrivando al punto di militarizzare determinate regioni strategiche al fine di difenderle dal Primo Ordine, Luke avrebbe potuto ricostruire l’ ordine degli Jedi e intanto vagare per la Galassia alla ricerca di antiche conoscenze dottrinarie Jedi ormai perdute, sotto la guida degli spiriti di Obi-Wan, Yoda, Anakin e, soprattutto, Qui-Gon Jinn, riuscitissimo personaggio tuttavia non sufficientemente sfruttato, mentre il Primo Ordine avrebbe potuto sfruttare le tecnologie di clonazione di cui il pianeta Kamino è stato pioniere nella creazione di una schiera di cloni tratti dai grandi Jedi del passato, come Mace Windu e Ki-Adi-Mundi, da addestrare alle vie della Forza in modo da usarli come arma, ragion per cui Snoke avrebbe voluto seguire Luke nella sua ricerca di antichi tesori filosofici e ucciderlo per entrarne in possesso al suo posto. Invece, sono stati messi in scena tanti personaggi, luoghi e dinamiche in modo confusionario, manifestando una forte povertà di idee e valori, presentando una sorta di rifacimento che fallisce più clamorosamente con la rappresentazione del male e dei personaggi negativi. Spesso vengono introdotti elementi ai limiti del farsesco e della soap opera, come la fuorilegge Maz Kanata che rivela di essere in possesso della spada laser di Luke, ereditata dal padre e andata persa su Bespin quando Vader gli tagliò la mano; Ben Solo diviene Kylo Ren per ricalcare le orme di nonno Anakin; Han Solo viene ucciso dal figlio con l’ intento di procedere verso il Lato Oscuro; Leila fluttua nello spazio priva di sensi priva di ossigeno e una tuta da astronauta; lo spettro di Luke svela di aver addestrato Leila nelle vie della Forza fino a mostrarle come costruirsi una spada laser; Palpatine è segretamente ancora vivo e, peggio ancora, il nonno di Rey.

Con un certo rammarico paiono più che mai lontani e gloriosi i tempi in cui, ispezionando personalmente i cantieri astronavali della seconda Morte Nera poco prima della Battaglia di Endor, Palpatine sghignazzava maleficamente dicendo che tutto procedeva come aveva previsto…