mercoledì 31 marzo 2021

Terminator, l’ eterna lotta tra uomo e macchina

Il T-800 di «Terminator 3»;


«Il futuro non è scritto. L’ unico destino è quello che ci creiamo con le nostre mani.» John Connor;


Secondo un antico principio, tipico delle società ambiziose ed espansionistiche che ormai da lungo tempo dominano la storia, chi possiede la tecnologia vanta il potere sul mondo: Roma tenne unito il suo Impero grazie alle strade, Gengis Khan dovette i suoi successi all’ arco e alla freccia, l’ Impero britannico si estese a quasi un quarto dell’ intera superficie del pianeta grazie alle navi, e infine la Casa Bianca si impose con la bomba atomica. Ma che succede quando la tecnologia, troppo perfetta, si rivolta contro i suoi stessi creatori? La fantascienza è notoriamente un genere narrativo e cinematografico particolarmente interessato a ragionare su come può cambiare la vita della società e del singolo individuo in presenza di determinate condizioni quali il viaggio spaziale, la sovrappopolazione e la diffusione dei robot, un’ operazione che comporta la descrizione di un futuro possibile, pur senza fare vaticini accurati. Più o meno volontariamente, però essa ha anticipato molti fenomeni sociali tramite numerosi romanzi e film. Alcuni di questi fenomeni, in un certo senso, sono stati non solo anticipati, ma addirittura indotti dalle sue idee: basti pensare al robot a forma umana della Honda, che guarda caso è stato battezzato «Asimo», dal celeberrimo autore statunitense Isaac Asimov, il padre del filone fantascientifico dedito alla robotica e tuttora riconosciuto come uno dei migliori autori di fantascienza mai vissuti. Il mondo dell’ informatica è intrinsecamente molto difficile da prevedere, se non addirittura impossibile persino sul breve termine. E non ci sono solo gli scrittori di fantascienza a provarci: ci sono infatti svariati analisti di mercato sulle cui previsioni si basano investimenti miliardari. Mai come oggi ha fatto passi giganteschi, così grandi da suscitare un animato dibattito tutt’ altro che scontato, incentrato sull’ eccessiva informazione dei servizi e persino della difesa civile e militare, oltre che sulla possibilità della cosiddetta ribellione della macchina, tema che nella fantascienza riguarda il sopravvento da parte di meccanismi, computer o robot, ai danni dell’ umanità per mezzo di sostituzione, disobbedienza, asservimento o eliminazione fisica. In particolare, spesso la fantascienza approfondisce il tema delle intelligenze artificiali tramite l’ idea dell’ evoluzione della vita non biologica, intelligente e addirittura autocosciente, e la successiva competizione tra le entità tecnologiche ribelli e l’ umanità.

Durante gli Anni Ottanta, in piena Guerra fredda, quando la scena internazionale era dominata da Ronald Reagan, Margaret Thatcher e Michail Gorbačëv, il tema dello sviluppo delle intelligenze artificiali raggiunse il massimo, tra ricerche scientifiche pionieristiche e abbondanti investimenti da parte dell’ industria e delle forze armate, cosa che indusse tra la gente una certa ondata di paura nei riguardi di computer e robot: è davvero opportuno sviluppare un’ intelligenza artificiale a cui delegare determinati compiti? Non si rischia piuttosto di togliere qualcosa alle persone e a diminuire la loro importanza nella vita privata e sociale di tutti i giorni? E non vi è il rischio che un’ intelligenza artificiale particolarmente ben studiata divenga autonoma e indipendente decidendo poi di opporsi a chi l’ ha ipotizzata?

Una milizia di Terminators;


Una delle persone più note al mondo ad aver ragionato sul problema e a esprimere un parere nettamente negativo fu l’ apprezzato regista, sceneggiatore e produttore canadese James Cameron, che durante l’ agosto 1982, periodo della presentazione a Roma di «Piraña paura», suo primo lungometraggio prodotto a basso costo proprio in Italia, si ammalò ed ebbe un incubo in cui sognò un torso metallico che si trascinava fuori da un’ esplosione mentre teneva in mano alcuni coltelli da cucina. Ispirandosi al regista e sceneggiatore John Carpenter, che aveva diretto «Halloween - La notte delle streghe» del 1978, prodotto con un finanziamento ridotto, Cameron utilizzò il proprio incubo come rampa di lancio per scrivere un film in stile dell’ orrore, il cui antagonista principale sarebbe stato un maniaco omicida spesso mascherato che avrebbe dato la caccia a un gruppo di persone, più che altro giovani, in uno spazio più o meno delimitato, utilizzando in genere armi da taglio per ucciderli in modo cruento. Tornato a Pomona, in California, scrisse la bozza di «Terminator», influenzato anche dai film di fantascienza degli Anni Cinquanta, la serie televisiva degli Anni Sessanta «The Outer Limits» e alcuni film contemporanei come «Driver l’ imprendibile» e «Interceptor - Il guerriero della strada». Prodotto a basso costo dalla Hemdale Film Corporation e dalla Pacific Western Productions e distribuito nel 1984, lo stesso periodo in cui si ambienta la vicenda, la pellicola fu inaspettatamente un grande successo, e segnò la storia del cinema degli Anni Ottanta e del genere fantascientifico, molto apprezzato per le interpretazioni appassionate di Michael Biehn e Linda Hamilton, oltre che dalla prestazione nei panni dello spaventoso T-800 di Arnold Schwarzenegger, culturista austriaco naturalizzato statunitense, da poco balzato agli onori del successo con il film «Conan il barbaro», e che qualche anno prima era stato tra i candidati alla parte del titanico Hulk nel celeberrimo telefilm «L’ incredibile Hulk», venendo tuttavia rifiutato dai produttori in favore di Lou Ferrigno, in quanto non era abbastanza alto.

«Terminator», nella cui scena iniziale Schwarzenegger appare per la prima volta completamente nudo sfoggiando un fisico statuario, fu il primo capitolo di una fortunata serie cinematografica che lanciò definitivamente le carriere di Cameron e Schwarzenegger, e proseguì con «Terminator 2 - Il giorno del giudizio», «Terminator 3 - Le macchine ribelli», e i meno apprezzati «Terminator Salvation», «Terminator Genisys» e «Terminator - Destino oscuro». Ma per quanto la trama presenti scene d’ azione mirabili e poggi su di un ritmo elevatissimo, non si deve commettere l’ errore che costituisca un semplice intrattenimento, in quanto vuole innanzitutto essere un’ occasione di riflessione sugli scopi e i metodi pratici del nostro sviluppo tecnico e sulla natura umana: prestando la dovuta attenzione a dialoghi e situazioni, non si può infatti non tener conto del messaggio implicito pensato da Cameron circa il significato ultimo dell’ essere umani e della nostra notevole superiorità sulle intelligenze artificiali, oltre che del concetto di paradosso temporale, quella particolare nozione della fisica ipotizzata già da Albert Einstein e basata sulla possibilità di viaggiare indietro e avanti nel tempo, che a causa di alcune scene tagliate in «Terminator» e «Terminator 3 - Le macchine ribelli», ha finito con l’ essere leggermente confusa non permettendo quindi al pubblico di comprendere come fosse possibile la fine del mondo e l’ avvento delle macchine descritta nella serie.

John Connor nel 2029;


Il primo film presenta l’ elemento portante della serie cinematografica, ossia il paradosso temporale. Normalmente, infatti, in virtù della legge fisica del tempo, il passato influenza il presente e il presente influenza il futuro: poiché le persone sono dotate di capacità di prendere decisioni e ogni decisione ha precise conseguenze, è ragionevole supporre che esistano infiniti futuri possibili, tuttavia, in occasione del paradosso temporale una persona in grado di viaggiare dal futuro al passato ha la possibilità di influenzare la storia, dandole una nuova direzione.

«Terminator» racconta che nella seconda metà degli Anni Novanta il dottor Miles Bennett Dyson, un dirigente della Cyberdyne Systems Corporation di Los Angeles, crea microprocessori rivoluzionari divenendo il fornitore principale delle forze armate statunitensi di sistemi informatici militari: tutti i bombardieri vengono computerizzati e automatizzati, capaci di prestazioni perfette, e con l’ andare del tempo viene predisposto un progetto atto a realizzare Skynet, una rivoluzionaria intelligenza artificiale basata su un innovativo processore a rete neuronica, incaricata di presiedere i sistemi difensivi e offensivi degli Stati Uniti d’ America. Una volta perfezionato, Skynet viene connesso alla rete il 4 agosto 1997, e gli umani non decidono più in materia di difesa. L’ intelligenza artificiale apprendere rapidamente e alla fine diventa autocosciente alle 2:14 del mattino del 29 agosto 1997, orario della Costa Orientale. Presi dal panico, i militari tentano di disinserirlo, ma Skynet reagisce bombardando bersagli in Russia con missili nucleari, sapendo che il contrattacco russo eliminerà i suoi nemici in territorio statunitense: è il Giorno del Giudizio, in cui ben tre miliardi di vite umane vengono stroncate nel corso di una mostruosa pioggia di missili. Negli anni seguenti, Skynet assume il controllo di carri armati e velivoli automatizzati, soprattutto i Cacciatori assassini costruiti in fabbriche meccanizzate, a cui fa pattugliare le macerie, oltre che su di una vasta schiera di automi da guerra, i Terminators, dotati di un resistente endoscheletro metallico rivestito dapprima di gomma, facile da riconoscere, e poi di tessuti viventi tra carne, sangue, pelle e capelli creati appositamente per sembrare normali essere umani, in modo da fungere da potenti e intelligenti unità da infiltrazione, perfettamente in grado di dare la caccia agli umani sopravvissuti, la maggior parte dei quali viene rinchiusa nei campi di sterminio, ove alcuni vengono tenuti in vita per lavorare e bruciare i cadaveri.

Il mondo devastato dall’ attacco di Skynet;


Tuttavia, «Terminator» non inizia nel futuro, ma nel passato, ossia nel maggio 1984, a Los Angeles, con l’ arrivo di due viaggiatori nel tempo, un T-800, ossia un nuovo modello di Terminator, e un soldato umano, Kyle Reese, alla ricerca di un’ innocente ragazza chiamata Sarah Jeannette Connor, della quale si conosce molto poco, se non che un giorno farà nascere John Connor, il condottiero della Resistenza che dopo il 1997 guiderà la rivolta umana contro Skynet e i Terminators, la quale nel 2029 riporterà le prime importanti vittorie e il 4 luglio 2032 vedrà la vittoria definitiva dell’ umanità e la distruzione dell’ intelligenza artificiale e del suo esercito di automi. John sarà una figura fondamentale nel futuro dell’ umanità, venerato come una sorta di profeta o addirittura di messia per la sua profonda conoscenza delle macchine e degli eventi futuri, oltre che per il grande valore in battaglia e l’ astuzia strategica. Il T-800 ha il compito di uccidere la futura madre, in quanto Skynet, sapendo di essere destinato a perdere, ha deciso di mutare la storia, mentre Reese, mandato dallo stesso John Connor, deve assicurare la sua sopravvivenza, e proprio qui interviene il principio del paradosso temporale: i due trovano praticamente nello stesso istante la giovane diciannovenne, una studentessa universitaria che lavora come cameriera, ma Reese riesce a portarla via e a proteggerla. Dopo aver faticosamente ottenuto la sua fiducia, il soldato le racconta del futuro e delle gesta del figlio ancora non nato, e la guida in una disperata fuga dal T-800 e dalla polizia. Le riferisce anche un messaggio da parte del figlio: «Il futuro non è scritto. L’ unico destino è quello che ci creiamo con le nostre mani.». I due si innamorano e hanno un rapporto sessuale, e in una scena eliminata rimasta disponibile su Internet e nei contenuti speciali del DVD decidono addirittura di recarsi alla sede della Cyberdyne Systems Corporation al fine di distruggerla, cambiando la storia in modo che Skynet e i Terminators non vengano mai progettati, evitando il Giorno del Giudizio. Tuttavia, i due vengono sorpresi in una fabbrica dal T-800, che dopo uno scontro durissimo viene distrutto da Sarah, che lo schiaccia in una pressa idraulica, mentre Reese rimane a sua volta ucciso nel combattimento lasciando Sarah da sola. In un’ altra scena tagliata, si scopre che la fabbrica dove ha avuto luogo lo scontro finale appartiene alla Cyberdyne Systems Corporation, e che i rottami del T-800, soprattutto un microprocessore e un braccio, vengono prelevati da alcuni funzionari dell’ azienda che provvedono a cancellare ogni traccia dell’ incidente. Il film si chiude sei mesi dopo con Sarah, in viaggio in Messico e visibilmente incinta: la storia pare quindi destinata a compiersi, con lei che metterà al mondo John e la Cyberdyne Systems Corporation che dispone del materiale da cui negli anni seguenti svilupperà Skynet, i Terminators e i mezzi militari che nel 1997 porteranno all’ apocalisse.

Miles Dyson e i resti del primo T-800;


Sebbene con il taglio di poche ma significative scene «Terminator» finisca con un misto di speranza e rassegnazione per la piega che il futuro sta prendendo, l’ attacco alla Cyberdyne Systems Corporation diviene il punto centrale del secondo film, «Terminator 2 - Il giorno del giudizio». Già poco dopo l’ uscita del primo capitolo si cominciò a parlare di un potenziale seguito, e dato il grande successo ottenuto la produzione diede l’ assenso con un superiore finanziamento. Nel secondo episodio, ambientato nel 1995, si scopre che dopo la nascita di John nel febbraio 1985, Sarah gli ha insegnato a combattere e a organizzarsi fin da bambino. Vivono a lungo in Nicaragua e in posti simili. Lei ha una relazione con un ex Berretto Verde coinvolto in un traffico di armi, e poi con altri uomini, soprattutto mercenari e trafficanti di armi che possano contribuire alla sua formazione militare. Poi, all’ inizio degli Anni Novanta, lei tenta di far saltare una fabbrica di computer, probabilmente della Cyberdyne Systems Corporation, ma viene scoperta e arrestata, e dichiarata malata di mente per poi essere internata al Pescadero State Hospital di Los Angeles, mentre John, dato in affidamento ai coniugi Todd e Janelle Voight, è divenuto un bambino infelice dedito alla delinquenza. Ma dal futuro, per l’ esattezza dal 2030, Skynet manda un secondo Terminator più potente, un T-1000, un prototipo avanzato composto di una lega mimetica in metallo liquido capace di assumere le sembianze di chiunque o di qualsiasi oggetto di massa analoga con cui venga a contatto, in grado anche di plasmare le sue stesse parti del corpo in armi da taglio, in modo da uccidere John quando è ancora vulnerabile. Ma il John Connor del futuro cattura un T-800 dalle stesse sembianze di quello inviato nel 1984, e lo riprogramma affinché protegga il sé stesso del 1995.

Dopo essere scampato al primo attentato grazie al T-800, John aiuta la madre a evadere dal Pescadero State Hospital, e insieme si nascondono presso un contrabbandiere d’ armi messicano che vive poco oltre il confine californiano, ma lei torna a Los Angeles per uccidere Miles Dyson, l’ ideatore di Skynet e dei Terminators, ma sebbene riesca a trovarlo e a ferirlo in casa sua viene fermata da John e dal T-800, i quali gli raccontano le conseguenze delle sue ricerche basate sui rottami del T-800 rottamato nel 1984 e lo convincono ad abbandonarle e a cancellare tutte le informazioni esistenti relative al progetto, insieme agli resti del primo Terminator. I quattro si recano in piena notte alla Cyberdyne Systems Corporation per distruggerla e requisire i rottami, ma le forze speciali della polizia fanno irruzione per arrestare Sarah e il T-800, ritenuto lo stesso assassino indicato come colpevole della morte di molti agenti di polizia e di aver tentato di uccidere la stessa Sarah nel 1984. Il dottor Dyson, ferito dalla polizia, muore facendo esplodere il quartier generale e Sarah e John scappano dal T-1000 fino ad un’ acciaieria con l’ aiuto del T-800, ove l’ automa assassino viene distrutto dopo essere stato fatto cadere nell’ acciaio fuso e i rottami del primo Terminator vengono a loro volta fusi nella vasca, seguiti dal T-800 in quanto ha compiuto la propria funzione e non desidera lasciare alcuna traccia di tecnologia di quel futuro che i Connor vogliono evitare.

John Connor nel 1995;


Nei piani di James Cameron, «Terminator 2 - Il giorno del giudizio» doveva rappresentare la conclusione della serie, in quanto la creazione di Skynet e dei Terminators era stata impedita e ora Sarah, per la prima volta da anni, aveva smesso di vedere il futuro come un libro già scritto e ripreso a sperare un futuro migliore. Tuttavia, il film ricevette ampi consensi dalla critica e fu un buon successo al botteghino. La produzione fece quindi sapere di considerare la storia meravigliosamente adatta ad un racconto continuo, e di trovare ovvia la realizzazione di un terzo film, sebbene in quel momento non fosse sicura che Arnold Schwarzenegger avrebbe ripreso il suo ruolo di Terminator. Dopo alcune lungaggini legate ai dettagli legali e creativi, venne presentato «Terminator 3 - Le macchine ribelli», stavolta diretto da Jonathan Mostow e ambientato nel luglio 2004, reputato il più drammatico e fatalista della serie. Dopo la distruzione della Cyberdyne Systems Corporation e della morte di Miles Dyson, Sarah e John Connor vanno a vivere in Bassa California, ormai liberi di scegliere il proprio destino. Il 29 agosto 1997 i computer non assumono il controllo e quindi non ha luogo alcun bombardamento e nessuna guerra fra uomini e macchine. Dopo la morte della madre per leucemia nello stesso anno, lui vive come un senzatetto, spostandosi in continuazione e privo di telefono, indirizzo, o qualunque altra cosa con cui lo si possa reperire. Tuttavia, dal 4 luglio 2032 giungono altri due Terminators: un T-850 con le sembianze di quello inviato nel 1984 a uccidere Sarah e dell’ altro mandato nel 1995 a proteggere John, con il compito di assicurare la sua sopravvivenza e quella di Kate Brewster, e un T-X, un nuovo modello di Terminator dalle sembianze femminili e dotato di superiore intelligenza, prestazioni fisiche, precisione e armi incorporate, con il compito di uccidere John e i suoi futuri luogotenenti. Non appena scoperto e tratto in salvo dal T-850 insieme a Kate Brewster, sua vecchia compagna di scuola e primo amore, John scopre che con la distruzione della Cyberdyne Systems Corporation non ha impedito il Giorno del Giudizio, ma lo ha solo rimandato alle 18:18 del 25 luglio 2004: Skynet è stato realizzato sotto la direzione del generale Robert Brewster, padre di Kate e responsabile dello sviluppo di importanti progetti informatici militari, nonché futuro grande esponente della Resistenza contro le macchine. Questo ha per lungo tempo posto la domanda su chi abbia effettivamente inventato Skynet, e come, mettendo in dubbio il tema del paradosso temporale, tuttavia la risposta si trova in una scena tagliata dal film: dopo la distruzione della sede della Cyberdyne Systems Corporation da parte dei Connor, l’ Aeronautica Militare degli Stati Uniti ha stipulato un contratto con la Cyber ​​Research Systems, la quale ha acquisito i brevetti, i dati tecnici e le copie di riserva della Cyberdyne Systems Corporation, incluso ciò che riguardava lo Skynet di Dyson e le armi avanzate quali i Terminators e i veicoli automatizzati. Nella stessa scena si svela che le fattezze dei T-800 interpretati da Schwarzenegger sono modellati a immagine e somiglianza del sergente William Candy, e che la sua voce e il suo accento gioviali, tipici degli Stati del sud, sono stati sostituiti con quelli di Sherwood Olson, responsabile finanziario della Cyber Research Systems.

John tenta con tutte le sue forze di impedire il corso degli eventi, ma il T-850 è irremovibile: è troppo tardi ormai per intraprendere una simile azione, e aggiunge che la Kate Brewster del 2032, che negli anni a venire diverrà sua moglie e la madre dei suoi figli, lo ha catturato e riprogrammato il giorno stesso della vittoria umana sulle macchine, ossia il 4 luglio, dopo aver scoperto che Skynet ha mandato la T-X poco prima di venire disattivato, affinché lo conduca a Crystal Peak, un rifugio antiatomico costruito sulla Sierra Nevada per il Presidente degli Stati Uniti e i vertici militari da usare nel caso di una guerra atomica contro l’ Unione Sovietica. Peggio ancora, il T-850 rivela di essere stato catturato e riprogrammato dai ribelli dopo essere finalmente riuscito ad uccidere John a seguito della battaglia finale. I tre vi arrivano all’ installazione dopo una rocambolesca fuga, inseguiti dalla T-X, che viene distrutta dal T-850 che si sacrifica impiegando la propria pila di alimentazione all’ idrogeno come arma. Frattanto, Skynet, che ha acquisito l’ autocoscienza e per mezzo di un astuto stratagemma ha ottenuto il controllo dei mezzi sia offensivi che difensivi statunitensi, bombarda la Terra e libera le macchine: è il Giorno del Giudizio, e John e Kate, ormai innamorati, stabiliscono un contatto radio con i resti delle forze armate. Nel finale del film, mentre si vede il paradosso temporale compiersi una volta per tutte con il bombardamento missilistico delle principali città sparse sul pianeta, la voce fuoricampo di John esprime un misto di rassegnazione e di speranza per l’ oscuro destino del genere umano che la storia lo ha chiamato ad assicurare: «Era il giorno del giudizio, il giorno in cui l’ umanità fu quasi completamente distrutta dalle armi che aveva creato per proteggersi. Avrei dovuto capire che il nostro destino non era mai stato quello di fermare il Giorno del Giudizio, ma semplicemente di sopravvivere ad esso. Insieme. Terminator lo sapeva, aveva cercato di dircelo, ma il mio subcosciente non lo voleva sentire. Forse il futuro è già scritto, io non lo so. So solo quello che mi ha insegnato Terminator: mai rinunciare alla lotta. E mai rinuncerò. La battaglia è appena cominciata.».

John e Kate Brewster il 25 luglio 2004;


Nonostante le scene tagliate qua e là, i primi tre film poggiano piuttosto chiaramente sul concetto del paradosso temporale che fa di Skynet la causa scatenante della narrazione, la forza di base che dà vita alla storia creando una necessità d’ intervento dallo squilibrio verso il male che porta la Terra alla rovina, la forza narrativa fondamentale attorno alla quale gravitano i personaggi, soprattutto la sua nemesi, John Connor: se nel 2029, ormai prossimo alla sconfitta, non avesse inviato il primo T-800 nel 1984, Kyle Reese non avrebbe a sua volta viaggiato nel tempo e John non sarebbe mai nato, mentre la Cyberdyne Systems Corporation non avrebbe recuperato il microprocessore da cui tutto avrebbe avuto inizio, come confessa Miles Dyson: «Era schiacciato, non funzionava, ma ha dato molte idee per cose a cui non si sarebbe mai…Tutto il mio lavoro è basato su quello.»; se nel 2030 non avesse inviato un T-1000 per l’ eliminazione fisica di John ancora bambino, il T-800 non avrebbe mai incontrato Sarah rivelandole i dettagli sulla realizzazione di Skynet, spingendola a raggiungere Miles Dyson per poi distruggere il quartier generale dell’ azienda e i principali laboratori e archivi legati al progetto, infine, se dal 4 luglio 2032 non avesse inviato una T-X per uccidere John Connor e Kate Brewster oltre i futuri luogotenenti della Resistenza, il T-850 non li avrebbe raggiunti per condurli in un luogo sicuro mentre lo Skynet del relativo periodo si preparava a prendere il potere e a compiere il genocidio.

Kyle Reese e Sarah Connor nel 1984;


Quella di «Terminator» è un’ opera nel tradizionale stile della fantascienza apocalittica, offre valide basi di riflessione sul concetto del viaggio nel tempo e delle interferenze negli eventi storici, anche se da «Terminator Salvation» in poi non ha saputo reinventarsi adeguatamente per sopravvivere. Il quarto film presenta infatti basi tutto sommato accettabili, sebbene determinati dettagli paiano inesatti e destinati a compromettere la trama: nel 2018, ad esempio, Skynet è già a conoscenza di Kyle Reese, un ragazzino non ancora parte della Resistenza che tenta di uccidere per cambiare la storia, e alcuni modelli di macchine risultano troppo avanzati se si tiene conto di quanto raccontato da Kyle nel 1984 a Sarah, mentre la stessa intelligenza artificiale si serve di Marcus Wright, un detenuto condannato a morte che nel 2003 aveva donato il proprio corpo alla Cyberdyne Systems Corporation, poi inconsapevolmente tramutato in un Terminator, per localizzare e attirare in trappola John Connor, che ancora non è il condottiero supremo della Resistenza pur essendone già un validissimo membro con alle spalle numerose vittorie grazie alla conoscenza ricevuta dalla madre Sarah. Meglio sarebbe stato basare la trama maggiormente sui racconti di Kyle Reese, pur tenendo conto degli slittamenti legati all’ azione di Sarah e John nel 1997 alla Cyberdyne Systems Corporation, e sulla comprensione di Skynet come personaggio, dandogli uno scopo per cui continuare a esistere dopo la sconfitta del genere umano, oltre che dei Terminator e lo sviluppo della loro intelligenza e società. Se i capitoli successivi al terzo film fossero proseguiti in questa direzione, il pubblico della prima ora ne avrebbe molto giovato, e ad esso si sarebbe aggiunta una nuova generazione altrettanto appassionata che avrebbe seriamente potuto riconoscersi nelle tematiche trattate. Il quinto e il sesto film, invece, sono stati in assoluto gli episodi più deludenti della serie, essendo un tentativo di riavvio della serie: «Terminator Genisys» si basa su idee assai confuse e pasticciate sui viaggi nel tempo che rendono la trama senza capo né coda, mentre «Terminator - Destino oscuro» è né più né meno di una copia del film del 1984, in quanto Sarah Connor, ormai sulla via della vecchiaia, dopo aver perso nel 1998 su una spiaggia a Livingston, in Guatemala, il figlio John per mano dell’ ultimo T-800 inviato da Skynet prima che il futuro venisse cambiato, si unisce a una soldatessa, parte donna e parte macchina, inviata dal futuro per proteggere una giovane messicana da un automa inviato dal 2042 da Legion, la nuova intelligenza artificiale destinata a ribellarsi e prendere il potere al posto di Skynet. Dato lo scarso apprezzamento ricevuto da quest’ ultima produzione, che peraltro si rivelò un grande insuccesso commerciale, Linda Hamilton, storica interprete di Sarah, annunciò la volontà di chiudere per sempre con il marchio di Terminator e il personaggio che ha interpretato: «Forse apprezzerei una versione più piccola, in cui non ci sono in ballo milioni di dollari. Il pubblico di oggi è così imprevedibile. Non dovrebbe mai essere un rischio economico così grande, ma io sarei ben felice di non ritornare mai più. Non ho speranze per il futuro perché vorrei davvero aver chiuso col franchise.».

Un triste fallimento per una serie valida e potente, dalle infinite prospettive narrative…

Gli attacchi atomici di Skynet;


Tuttavia, il tema dei paradossi temporali non è il solo tema alla base della serie di Terminator. L’ altro grande argomento di fondo riguarda il valore e la sostanza dell’ umanità, infinitamente superiore a qualsivoglia forma di vita artificiale nonostante la superiore intelligenza ed efficienza: la tendenza ad imparare, a crescere, ad amare la vita e a superare difetti e manchevolezze è qualcosa di infinitamente prezioso che una macchina, fosse anche la meglio progettata, non potrà mai ovviamente conoscere. Skynet non ragionerà mai sul valore della vita o le sue bellezze, non conoscerà mai la gioia e il dolore delle emozioni, sarà sempre privo di istinto e giudizio, per quanto capace di imparare, di capire, di affrontare nuove situazioni, sviluppare strategie e risolvere i problemi più complessi con una rapidità di pensiero pressoché istantanea. I Terminators ricalcano la sua freddezza e inumanità fondamentale, essendo programmati per eseguire gli ordini senza discutere, e valutando le circostanze. Come dice Kyle Reese: «Quel Terminator è là fuori. Non si può patteggiare con lui, non si può ragionare con lui. Non sente né pietà, né rimorso, né paura. Niente lo fermerà prima di averti eliminata. Capito? Non si fermerà mai.». Essi non sono turbati da emozioni, non considerano la vita in alcun modo e quindi non esitano a passarci sopra se serve ad assicurare il buon esito della missione, come dimostrato dal primo T-800 che, introdottosi silenziosamente e in piena notte nell’ appartamento di Sarah, finisce con l’ ucciderne l’ amica e convivente Ginger Ventura e il fidanzato Matt Buchanan, ad appena un momento dalla fine del loro rapporto sessuale. Ma per questi automi rivestiti di tessuto vivente forse vi è una speranza, come dimostrato dai T-800 apparsi in «Terminator 2 - Il giorno del giudizio», «Terminator Genisys» e «Terminator - Destino oscuro», nelle cui vicende si narra che stando a contatto con le persone apprendono molte cose sulla natura umana, addirittura umanizzandosi con il trascorrere del tempo e maturando un senso di protezione autentica verso John e Sarah e persino un principio di dispiacere e rimorso. In «Terminator 2 - Il giorno del giudizio» in particolare, il T-800 si dimostra curioso sul tema del dolore emotivo provato talvolta dagli umani e ragiona sul significato del pianto, e alla fine del film si congeda drammaticamente da John, che durante la missione ha imparato ad amarlo come un padre, dicendo: «Ora capisco perché piangete, ma io non potrei mai farlo.».

John Connor nel 2018;


Quella ideata da James Cameron è una serie unica nel suo genere, capace di trascendere il semplice racconto fantascientifico per divenire fonte autentica di riflessioni riguardanti l’ esistenza umana. E’ la storia dell’ eterna battaglia tra l’ uomo e le macchine, che affonda le sue radici nel mito della creazione, nella superbia e nella presunzione con cui l’ uomo, noncurante delle conseguenze scaturite dalle sue azioni, si spinge oltre le proprie possibilità e i propri limiti. Infine si tratta anche di una storia che parla d’ amore e di come questo sentimento, che contraddistingue l’ individuo in carne e ossa, sia la chiave imprescindibile che permette alle persone di elevarsi al di sopra di qualsiasi essere artificiale. Madre Natura crea l’ uomo, e l’ uomo crea le macchine: in un’ epoca di modernità e innovazioni tecnologiche, egli crea un programma informatico per la difesa talmente sofisticato da raggiungere uno stato di autocoscienza, e questo concepisce l’ uomo come una minaccia e vi si ribella contro scatenando un olocausto nucleare, dando inizio ad un abisso temporale tra passato e futuro in cui i personaggi galleggiano come pedine mosse da un destino nebuloso e crudele. All’ interno di un intreccio narrativo intricato e spesso apparentemente incongruente, ma moralmente accettabile ai fini del racconto, si sviluppa un discorso epocale destinato a far crollare le certezze dell’ uomo, che fa maturare la consapevolezza di essere l’ unico vero responsabile delle proprie azioni. La ribellione innescata dalle macchine è l’ estrema conseguenza della spietatezza umana, della presunzione di voler e poter controllare ogni cosa e avere il monopolio sul funzionamento dell’ esistenza. Temi cari alla fantascienza che riprendono e ampliano il meraviglioso discorso iniziato da Mary Shelley con il suo «Frankenstein - Il moderno Prometeo», iniziatore di ogni elaborazione sviluppatasi attorno alla creazione.

Un T-600 nel 2018;


James Cameron trasporta la creazione in un futuro post apocalittico e inospitale, completamente disastrato dalla guerra. Le macchine, organismi perfettamente funzionali e privi dei limiti mentali imposti all’ essere umano, sovrastano l’ operato dell’ uomo annientando qualsiasi suo tentativo di riappropriazione del mondo che ha perduto. Apparentemente superiori, le macchine infine periscono sotto l’ egida di un condottiero messianico che, in quanto uomo, è dotato di qualcosa che nemmeno la tecnologia più sofisticata potrà mai creare e neppure contrastare. Come dice Marcus Wright nel finale di «Terminator Salvation»: «Che cos’ è che ci rende umani? Qualcosa che non si può programmare, che non si può mettere in un chip... è la forza del cuore umano, la differenza tra noi e le macchine.».

E a differenza di altri colleghi illustri, marcati da un imperante cinismo, James Cameron fa prevalere la speranza sull’ oscurità: il futuro è buio e desolato, un mondo di guerra e sofferenza contro un nemico formidabile. Tuttavia, siamo davvero destinati a percorrere questo cammino, destinati a estinguerci come tante altre specie prima di noi? Oppure possiamo evolverci tanto in fretta da cambiare il nostro destino? Il futuro è veramente già scritto? Per Cameron la risposta è positiva: anche se una persona sbaglia, perde la strada, questa non è perduta per sempre, perché esistono infinite possibilità e altrettante conseguenze. Innumerevoli scelte definiscono il nostro destino: ognuna di esse, ogni attimo, è un’ onda nel fiume del tempo. Molte onde cambiano la marea, perché il futuro non è mai veramente scritto. L’ uomo, per quanto corrotto e spietato, merita di avere una seconda possibilità. Alla fine della storia John Connor distrugge Skynet, l’ umanità vince e la Terra è pronta per una nuova rinascita. La ribellione si è conclusa, e proprio il 4 luglio, giorno dalla profonda valenza simbolica nella storia statunitense, e i valori immortali del bene e dell’ amore reciproco verranno ripristinati in segno di speranza per una nuova rinascita…

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