mercoledì 11 ottobre 2017

L' incredibile invasione aliena di Orseon Welles

Orson Welles da giovane;

«La guerra dei mondi», romanzo di fantascienza pubblicato nel 1897, è una delle opere migliori e più note del mio romanziere preferito, Herbert George Wells. Indipendentemente dalla vicenda fantastica e fantascientifica, improntata sull’ invasione della Terra da parte dei marziani, intenti a farne una colonia dopo averci spazzati via, sono rimasto notevolmente impressionato dal messaggio di fondo che Wells affidò alle pagine di questa storia, ossia il netto rifiuto della superiorità umana sull’ universo: gli umani provano un profondo senso di terrore e raccapriccio di fronte alle micidiali e invincibili macchine da guerra marziane, e si sentono inevitabilmente vulnerabili di fronte a un progresso infinitamente superiore animato dalla potenza materiale e dall’ utile, capace di spazzare via ogni traccia di sentimento, giustizia e pietà, procurando solo distruzione e morte.
Per un beffardo scherzo del destino, appena il titolo dell opera viene menzionato la gente pensa all’ indimenticabile sceneggiato radiofonico tenuto da Orson Welles nel 1938, regista e attore di Chicago, che allora aveva ventitré anni, ma nessuno tende mai a considerare il libro di Wells o il primo adattamento del 1953 di Byron Haskin, tanto meno la rappresentazione musicale di Jeff Wayne del 1978, con la voce di Richard Burton. L’ impresa artistica di Welles pose in evidenza meglio di tante altre cose la notevole credulità della gente…
Tripode marziano in azione;

Durante gli Anni Trenta, la CBS, una delle maggiori emittenti statunitensi, proponeva la lettura di romanzi famosi all’ interno del programma settimanale Mercury Theatre on the Air, e il 29 ottobre 1938, alle ore venti in punto, mandò in onda l’ adattamento della narrazione di Wells, preparato da Howard Koch, che ne riambientò la vicenda negli Stati Uniti al tempo presente, sotto forma di notiziario speciale che a tratti si inseriva sopra gli altri programmi del palinsesto radiofonico per fornire aggiornamenti sull’ atterraggio delle astronavi marziane nella località di Grovers Mill, nel New Jersey.
A dispetto della sua forte verosimiglianza, Welles, regista e produttore del programma, lo ritenne piuttosto noioso, e lo propose soltanto perché sprovvisto di materiale alternativo. Dopo l’ avviso trasmesso all’ inizio del programma, che parlava chiaramente di un adattamento radiofonico, la musica venne ripresa e interrotta varie volte da altri comunicati sempre più concitati e allarmanti, e venne peraltro inscenata l’ intervista ad un astronomo. La trasmissione proseguì seguendo la trama del romanzo di Wells, fino alla conclusione che vedeva inaspettatamente sconfitti gli invasori spaziali. Molto prima che il programma radiofonico si concludesse, però, tra gli ascoltatori si era già scatenato il panico nella convinzione che stesse veramente avvenendo uno sbarco di marziani ostili nel territorio statunitense, e sui quotidiani del giorno dopo si parlò di strade bloccate dalla gente che fuggiva ovunque e di uomini armati fino ai denti, pronti a combattere gli invasori. Vi fu persino una donna che decise di suicidarsi per non essere violentata dai marziani…
 
H.G. Wells, autore del libro che ispirò lo sceneggiato; 
Welles non aveva architettato alcuno scherzo, e neppure aveva previsto le possibili reazioni dei radioascoltatori. Al termine della trasmissione si recò tranquillamente in un vicino teatro per prendere parte alle prove serali di uno spettacolo, venendo a conoscenza soltanto il giorno dopo del pasticcio infernale scatenato dalla sua interpretazione:
«Furono le dimensioni della reazione ad essere sbalorditive. Sei minuti dopo che eravamo andati in onda le case si svuotavano e le chiese si riempivano: da Nashville a Minneapolis la gente alzava invocazioni e si lacerava gli abiti per strada. Cominciammo a renderci conto, mentre stavamo distruggendo il New Jersey, che avevamo sottovalutato l’ estensione della vena di follia della nostra America.».

Il risultato diede enorme pubblicità a questo giovane e valente artista, tale da indurre la RKO ad offrirgli un contratto per la realizzazione di ben tre film a Hollywood. Addirittura, tempo dopo, il celebre critico cinematografico francese André Bazin sostenne esplicitamente che l’ avvenimento ebbe una tale risonanza che il 7 dicembre 1941, quando l’ aviazione giapponese attaccò la base navale statunitense di Pearl Harbor, molti statunitensi pensarono ad uno scherzo di pessimo gusto…

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